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contributo inviato da sergio.porta il 17 febbraio 2008
Cari amici,
è passato un giorno ma la questione dei 100 campus proprio non mi è andata ancora giù (vedi mio post di ieri 16 feb). Si tratta di un passo falso molto grave. Il punto 8 dei 12 del programma riguarda scuola e università. Sono, per essere chiari, milioni di voti. Non so, a questo punto, se avete il polso della situazione: insegnanti, docenti, ricercatori, sono giunti a un livello di frustrazione che sta da molto tempo tracimando. Chi ha responsabilità gestionali o tecnico-amministrative non ne può più. Da anni. C'è un'aria di smobilitazione, degrado, cinismo che fa tremare le vene ai polsi di chiunque abbia un minimo di coscienza civile. Si tratta di un ganglo f-o-n-d-a-m-e-n-t-a-l-e per il futuro del Paese. Walter: li segui i dicorsi di Obama, vero? Che dice su scuola e università?  Si tratta di un settore dove la disillusione è stata costante negli anni scorsi, nei quali anche noi NON ABBIAMO DATO RISPOSTE, ragazzi, dobbiamo rendercene conto, neanche una risposta. La coscienza politica di chi lavora nella scuola e nella ricerca, pure tendenzialmente favorevole come tutti sappiamo alla nostra forza, è stata talmente sfidata negli ultimi 15 anni da politiche tutte di segno contrario e da una tale surreale dimostrazione di faciloneria e incompetenza che non ne rimane, di quella coscienza politica, che pallide tracce ormai in un generale sentimento di cocente sbandamento.
Ora ci sei tu, Walter. Il nuovo. Obama. PD. E cosa leggo sulla formazione e ricerca? Quale è il punto? Quale è lo slogan trainante? I 100 CAMPUS?
Walter, cosa fai? Questo è ridicolo. Incompetente. Assurdo. Surreale, appunto. Masochismo puro. Tafazzi al cubo.
Parli di 100 campus a insegnanti che si fanno un culo così, malpagati, con entusiasmo e voglia ogni giorno, con una popolazione studentesca attraversata da cambiamenti vertiginosi e sfide assolutamente inedite di fronte alle quali sono lasciati COMPLETAMENTE SOLI, anzi, sono continuamente e ulteriormente messi nei guai da politiche di cieca riduzione, di smantellamento.
Parli di 100 campus con ricercatori che ogni giorno per stipendi troppo bassi e con prospettive di carriera assolutamente incerte combattono con un sistema che è una fogna a cielo aperto di malcostume, disperazione, prevaricazione, clientela, baronato e delinquenzialità (tale è, quando si parla di reati), i quali sanno benissimo che si tratta di una pura stupidaggine elettorale della peggiore specie (o almeno così si augurano, perchè se davvero, con questi chiari di luna, le risorse fossero spese in questo modo, se fosse una cosa seria, ci sarebbe da chiamare la neuro).
Walter, parli con gente che ogni giorno al mattino si deve ripetere allo specchio le ragioni per le quali ha scelto, ha SCELTO, di non andare a fare la ricerca all'estero pur avendone le possibilità e la convenienza.
Walter, sinceramente: a questa gente non PUOI dire che ci vogliono 100 campus. Guarda che sono molto serio. Fai tesoro di quello che sto dicendo.
Sergio Porta
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commento di sergio.porta inviato il 18 febbraio 2008
Caro Corradoinblog, grazie per il commento. Ho il forte timore, purtroppo, che al punto 8:
1. non ci siano cose credibili
2. ci siano solo cose campate in aria
3. non ci sia da parte mi alcuna mancata comprensione.
Vorrei tanto che fosse come tu dici, ma non è così. Purtroppo.
Ma vorrei prescindere da questo. Guarda, io sono laureato, dottore di ricerca, ricercatore di ruolo, tengo un corso annuale importante del terzo anno nella più prestigiosa università del Paese (nel mio campo): scusa la presunzione, ma se NON LO COMPRENDO IO, il contenuto fattibile e sensato del punto 8, allora dubito che semplicemente sia comprensibile.
Cioè: stiamo parlando di un tema a tal punto sensibile, così importante, così centrale per il Paese, con una allerta negli operatori e negli utenti (studenti) così alta, che NON SI POSSONO MANDARE IN GIRO MESSAGGI EQUIVOCI, RETICENTI O MALE ESPRESSI. Non si può. Bisogna mandare in giro uno o due cose decisive, basilari e che diano il segno di una inversione di rotta. Non tecniche, per carità, sennò appunto si torna alle 350 pagine. POLITICHE, però. ESEMPIO: 1. quando saremo al governo RADDOPPIEREMO l'investimento in scuola e ricerca come quota del PIL, il che include una politica dei salari e delle carriere sia nella scuola che nella università; 2. faremo una lotta dura ai baronati a partire dalla soppressione dei concorsi universitari; 3. Andremo verso una liberalizzazione temperata dell'autonomia universitaria il che include la valutazione peer-reviewed della produttività degli insegnanti e dei dipartimenti - tra l'altro questo valorizzerebbe quel poco di buono fatto da Mussi; 4. Aumenteremo le strutture di supporto per gli insegnanti, comprese le risorse per il SOSTEGNO SCOLASTICO e la modernizzazione). Sono 4 punti, non trenta. Ma darebbero il segno della scossa.
Quelle che ci sono ora, al punto 8, sono solo stupidaggini campate in aria senza il minimo fondamento e senza il minimo rispetto. Poi io lo dico perchè sono
commento di corradoinblog inviato il 18 febbraio 2008
Però ci sono cose abbastanza credibili e, mi sembra, non campate in aria e, in più, una volta tanto un po' diverse dalla solita litania. Quanto ai concorsi nell'Università. In altre parti del discorso, e in altre dichiarazioni, Veltroni ha più volte affermato che bisogna modificare radicalmente i meccanismi di nomina (parlava dei dirigenti ASL e delle nomine di tipo "politico"), basandole su audit pubblico, verifica ecc. Piuttosto che accanirsi contro l'aspetto mediatico dei campus, forse è meglio, questo sì, sollecitare il nostro, e chi si occupa della materia nel PD, a fare un passo in questa direzione anche per l'università.
commento di corradoinblog inviato il 18 febbraio 2008
Ho il sospetto che nella tua protesta sui "100 campus" ci sia un poco di mancata comprensione. Forse vale la pena di rileggersi integralmente il famoso ottavo punto del discorso. Perché in esso, prima di tutto, si dice che le proposte sono esemplificative si un disegno più ampio. Ma, soprattutto, per questi altri motivi concreti: 1) si parla di 100 campus universitari e scolastici, da ottenere anche e soprattutto riqualificando l'esistente: le parole precise "Ci sono risorse non solo per riqualificare le strutture esistenti, ma per farne i luoghi più belli e accoglienti del quartiere. Scuole aperte il pomeriggio, con architetture nuove, attrezzature didattiche di qualità, strumenti tecnologici e impianti sportivi. Cento “campus”, universitari e scolastici, dovranno essere pronti per il 2010. Delle centrali di sapere per le comunità locali. Dei luoghi di formazione e di “internazionalizzazione” per i nostri ragazzi." Ora, mi sembra che tutti conosciamo lo squallore delle nostre scuole, i banchi tristi, gli arredi poveri, l'aspetto da caserma o carcere, l'acustica impossibile (forse la cosa più importante...). La scuola è un luogo di vita per i giovani. E gli studenti sono gli utenti della scuola, quindi la cosa più importante è servire gli studenti. E per di più, farebbe davvero così schifo ai professori poter lavorare disponendo non più di squallide e insufficienti "aule professori", ma di qualcosa di meglio? 2) e comunque, il terzo punto sottolinea l'impegno per i docenti, in termini di carriera (e quindi valutazione) e formazione permanente 3) e, ancora, quanto agli investimenti per la ricerca, si nota giustamente che il problema non è tanto il livello dell'investimento pubblico (magari da rendere più efficiente), quanto riuscire a "costringere" tramite incentivi anche i privati a investire seriamente in ricerca.
In conclusione, in questo ottavo punto non c'è tutto, ma se ci fosse tutto torneremmo alle aborrite 280 pagine del programma dell'Unione. Però ci son
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16 febbraio 2008
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