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contributo inviato da Claudia Castaldini il 31 ottobre 2012

Nella speranza che le primarie del centrosinistra contribuiscano ad ampliare il dibattito, suscitare interesse, e favorire la partecipazione, entro nel merito.  Tutti i candidati, a mio avviso, esprimono nei loro programmi (scaricabili dai rispettivi siti in rete) diverse proposte condivisibili, e presentano il proprio impegno con convinzione e credibilità. Perciò c'è spazio per ragionare la scelta - e la sottoscritta non farà mai attacchi ai candidati non prescelti, soprattutto se appartengono al mio stesso partito (le primarie americane in cui si attaccano furiosamente funzionano, per l'appunto, in America).
Nei programmi si trovano molte indicazioni interessanti, altre che non condivido, e nella fattispecie una serie di proposte che sono in qualche misura riferibili ai temi che caratterizzano questo blog. Fra tutti, quello che mi sembra il più vicino è sicuramente quello di Pierluigi Bersani, per i contenuti, per il modo in cui sono posti, e per la capacità di tenere insieme argomenti diversi che vengono legati fra loro, e non settorializzati. Contenuti, modalità e completezza sono l'architrave della proposta politica che si concretizza nel messaggio al cittadino interessato.
Ma non finisce qui:  infatti, vedo bene nel contesto in cui operiamo facendo politica anche i punti critici.
Le criticità maggiori a cui fare riferimento non sono, a mio avviso, nei punti programmatici di ciascuno, ma nella possibilità di innovare la politica e fare in modo che i punti del proprio programma diventino realmente applicabili, e applicati una volta vinte anche le elezioni nazionali. Infatti, di programmi bellissimi ne abbiamo visti tanti, poi finiti al meglio nel cassetto, al peggio in una fine anticipata del governo che doveva realizzarli.
La vera differenza oggi la farà il Primo Ministro che riuscirà a realizzare il proprio programma, superando non soltanto le difficoltà che ovviamente si parano davanti ad ogni azione di governo, ma anche quelle tipiche della politica e dei partiti che tendono a porre ostacoli, condizioni, cristallizzazioni superate che impediscono di guardare al futuro. Su questo aspetto sicuramente il Segretario del Partito Democratico incontrerà difficoltà maggiori, poichè il ruolo che ricopre è espressione anche dei meccanismi di partito, delle strutture interne, dei percorsi individuali in atto a volte da decenni, delle pressioni, delle relazioni. Non è per niente facile superare questi ostacoli e uscirne indenne, libero di agire e lavorare per il bene comune.
Fra le altre criticità si trova, almeno per ora, la carenza di interventi specifici nella comunicazione mediatica quotidiana. Ne cito alcuni possibili:  la necessità di una guida politica alla fase di transizone energetica verso un sistema più pulito, più moderno ed efficiente, la scelta di favorire ricerca e innovazione tecnologica finalizzata a ridurre l'impatto ambientale (ecoinnovazione), l'attenzione della politica alle eccellenze della ricerca (bene la visita al Cern, ma non basta, il punto programmatico va espresso con chiarezza), la necessità di un piano dei trasporti, la promozione dell'agroalimentare italiano di qualità e biologico, l'attenzione ai grandi problemi ambientali globali che comportano anche conseguenze di carattere sociale (la gran parte degli immigrati sono in realtà "profughi ambientali" da regioni devastate) e alle azioni di cooperazione internazionale, la tutela delle aree naturali protette italiane, fra le quali vi sono eccellenze internazionali. Sono soltanto alcuni spunti, ma in grado di caratterizzare un quadro più generale.
Si fatica ad afferrare tali concetti nella normale comunicazione - va detto, da parte di tutti gli esponenti politici -  e coloro che lavorano negli ambiti interessati o semplicemente hanno sensiblità verso questi temi si sentono fuori dal dibattito. Non si tratta di un mondo estraneo, ma al contrario si tratta di ambiti che necessitano di attenzione, oltre che di elementi di una costruzione politica capace di guardare al futuro. Eppure, si fatica a sentirne parlare, e i ragionamenti non introducono nello spread la necessità che il nostro Paese esca dal passato con un programma di crescita sostenibile.
Detto tutto ciò, voterò per Pierluigi Bersani e mi impegnerò in un comitato a suo sostegno. Ma non nascondo che mi auguro che davvero il suo programma trovi poi la strada per la realizzazione concreta, quando come spero vinceremo le elezioni nazionali, oltrepassando schemi e barriere che nel 2012 sanno di soltanto di passato, e non è più tempo che ostacolino un bel niente.

NB: è stato cancellato l'intervento "Cieli Bui" del governo, purtroppo, per via della "sicurezza". La sicurezza può essere garantita anche evitando illuminazioni improprie. Chiunque può vedere andando in giro o sorvolando in aereo di notte il nostro Paese quanta luce vada sprecata. A danno dell'energia e del cielo.
 

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