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contributo inviato da team_realacci il 29 ottobre 2012
Mercoledì al voto in Senato un disegno di legge che blocca tutte le demolizioni e apre la possibilità di condonare anche "su coste, aree archeologiche, boschi, fiumi". Tra i firmatari della petizione anche Roberto Saviano e Stefano Rodotà


ROMA - Una nuova colata di cemento illegale rischia di abbattersi sull'Italia. L'allarme arriva da Legambiente che lancia un appello (FIRMA 1 sul sito ufficiale o #nocondonoedilizio 2 su Twitter), al quale hanno già aderito, tra gli altri, lo scrittore Roberto Saviano, il giurista Stefano Rodotà, il presidente di Libera Luigi Ciotti, il presidente dell'istituto Nazionale di Urbanistica Federico Oliva, il vicepresidente di Confindustria Ivan Lo Bello, lo scrittore Carlo Lucarelli e Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente.

L'invito è quello di impedire l'approvazione in Senato di un disegno di legge, primo firmatario il senatore Francesco Nitto Palma, che prevede un nuovo e generalizzato condono edilizio. Il quarto nella storia del nostro Paese "e forse il peggiore, visto che addirittura si propone di cancellare le sentenze di demolizione già passate in giudicato", spiega Legambiente.

Il voto sul disegno di legge è previsto per mercoledì 31: è il sedicesimo tentativo di fare un condono nel corso della legislatura. Col pretesto di impedire l'esecuzione delle migliaia di demolizioni di immobili abusivi disposte dalla magistratura in Campania, la norma riaprirebbe i termini del condono varato da Berlusconi nel 2003.

Si potrebbe quindi far diventare legali le costruzioni sulle coste, in aree archeologiche, nei boschi, lungo i fiumi e i laghi. "Non sono bastati gli scempi consumati finora, gli ecomostri che devastano il territorio, le vittime del dissesto idrogeologico alimentato dall'abusivismo edilizio, gli affari sporchi consumati dalle ecomafie. Non bastano le oltre 258mila abitazioni illegali costruite dal 2003 a oggi, per un fatturato in nero di 1,8 miliardi di euro" continua la nota.

Legambiente chiede ora di unire le mani. Perché "il nostro Paese ha bisogno di interventi di messa in sicurezza del territorio, di risanamento ambientale, di riqualificazione del patrimonio edilizio. L'esatto contrario della politica dei condoni, che ogni volta produce nuovo abusivismo, moltiplica i cantieri illegali, saccheggia ed espone a nuovi rischi i territori, blocca i tentativi coraggiosi di procedere agli abbattimenti, che se pure con difficoltà in qualche parte d'Italia si cominciano a fare". L'appello è rivolto "a tutte le forze politiche presenti in Parlamento e al governo per impedire questo ennesimo scempio dell'ambiente e della legalità".

Fonte: Repubblica.it
29 ottobre 2012

TAG:  ABUSI  CONDONO  EDILIZIO  PDL  SANATORIA  SENATO  APPELLO  LEGAMBIENTE  REPUBBLICA 

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