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contributo inviato da Achille_Passoni il 29 ottobre 2012


Il Cda della Lucchini continua a tergiversare in un momento cruciale per il Gruppo, nonostante le sollecitazioni dei lavoratori e il gesto forte della politica locale: i gruppi consiliari di Piombino hanno chiesto ufficialmente il commissariamento dell’azienda, dopo che ancora una volta il consiglio d’amministrazione ha rimandato l’unica cosa che poteva dare una svolta alla vicenda, ovvero richiedere al Governo l’amministrazione straordinaria.

Intanto, oggi ci sarà un incontro per fare il punto con le istituzioni e con il sistema delle imprese localizzate all’interno del Sin sugli aggiornamenti delle procedure e dei possibili spazi di sburocratizzazione. Nel frattempo, continua il pressing dei sindacati, dei lavoratori e degli enti locali sui vertici dell’azienda: questa situazione di incertezza sul futuro della Lucchini non può continuare, perché mette a rischio centinaia di posti di lavoro e lascia i lavoratori in uno stato d'ansia e preoccupazione.

La presunta offerta di un fondo finanziario - arrivata fuori tempo massimo, proprio quando il cda avrebbe dovuto decidere per l’amministrazione straordinaria - non aiuta a sbloccare la vertenza, e sa anzi di presa in giro. Possibile che dopo due anni l’offerta arrivi proprio in questo momento, quando finalmente le cose si stavano per sbloccare?

In gioco c’è il futuro del secondo polo siderurgico a ciclo integrale italiano dopo quello di Taranto, che occupa complessivamente circa 6.000 lavoratori: la vertenza deve tornare al tavolo nazionale, dove vanno verificate tutte le possibili vie d’uscita per ridare fiato all’azienda e gettare le basi per una strategia industriale lungimirante e sostenibile, per Piombino e per tutto il Paese.
TAG:  LUCCHINI  PIOMBINO  TOSCANA  LAVORO  POLITICA INDUSTRIALE  OCCUPAZIONE  SIDERURGIA  SINDACATO 

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