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contributo inviato da ilbarbarosognante il 27 ottobre 2012

Rimborsi, Cagnato si dimette da vice

Resterà in consiglio comunale. Prataviera: «Il migliore assessore ai lavori pubblici degli ultimi anni. Un gesto di grande responsabilità»

IL CASO DI MEOLO

Rimborsi, Cagnato si dimette da vice

Resterà in consiglio comunale. Prataviera: «Il migliore assessore ai lavori pubblici degli ultimi anni. Un gesto di grande responsabilità»

MEOLO – Diego Cagnato non è più il vicesindaco di Meolo. Alle 9 ha protocollato in Municipio la sua lettera di dimissioni dalla giunta e ha rimesso nelle mani del sindaco Michele Basso la delega ai Lavori Pubblici. Resta in consiglio comunale, Cagnato, ma con le sue dimissioni ha messo fine alla bagarre politica scatenata dalla vicenda dei rimborsi chilometrici che negli ultimi due anni l’esponente della Lega ha ottenuto dal Comune, 20mila euro, e dalla Provincia, dove è consigliere, altri 22mila. Quasi duemila euro al mese di rimborsi per il carburante giustificati dal fatto che Cagnato abita a Verzenis, in Carnia, e per arrivare a Meolo e a Ca’ Corner tutti i giorni ha consumato la sua Mercedes e macinato migliaia di chilometri, 42mila solo lo scorso anno e solo per la Provincia.

La questione è finita al centro di due inchieste, una aperta dalla Corte dei Conti, l’altro fascicolo è in Procura sulla scrivania del Pm Carlo Mastelloni e i carabinieri hanno già acquisito la documentazione sulle autocertificazioni dei rimborsi a Meolo. Le inchieste hanno fatto precipitare la crisi politica, sabato Cagnato ha restituito al segretario Emanuele Prataviera la tessera della Lega e si è dimesso dalla giunta a Meolo. «La città ha perso il migliore assessore ai Lavori Pubblici degli ultimi anni – scuote la testa Prataviera – basta vedere come è cambiata Meolo. Si è dimesso per evitare che la vicenda potesse appannare la fiducia nella giunta che finora ha bene operato, un gesto di grande responsabilità». A breve il sindaco Basso presenterà il nuovo vicesindaco.

Monica Zicchiero 24 ottobre 2012

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MEOLO. Diego Cagnato si è dimesso dalle cariche di vicesindaco, nonché assessore ai lavori pubblici e ai servizi sociali di Meolo. «Ma rimarrò consigliere: quei famosi sassolini dalle scarpe me li devo togliere», avverte, ribadendo quanto dichiarato in un’intervista a La Nuova dei giorni scorsi in cui annunciava di voler raccontare tutta la sua verità, quando saranno terminati gli accertamenti in corso della Corte dei Conti.

La magistratura sta verificando la legittimità dei rimborsi chilometrici percepiti da Cagnato per i viaggi da Verzegnis a Meolo e Venezia per lo svolgimento dei suoi compiti istituzionali. Si parla di circa 13 mila euro nel 2011 ricevuti dalla Provincia, di altri 8 mila dal Comune nel solo periodo ottobre 2011-giugno 2012.

L’altro ieri il sindaco Michele Basso e la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto avevano invitato Cagnato a riflettere se proseguire o meno nella sua esperienza amministrativa. Ma l’ormai ex vicesindaco aveva già maturato la scelta di abbandonare. «La decisione di dimettermi è stata una scelta mia, questo deve essere chiaro», dice Cagnato, «Se devono parlare di me, passi tutto. Ma ho una moglie, dei fratelli, una madre. Non posso accettare questo continuo mettere in cattiva luce la mia famiglia. Qualcuno ha anche tirato in ballo mio padre che è morto quasi trent’anni fa. Hanno fatto passare in me ogni passione per continuare a lavorare, a questo punto preferisco farmi da parte. Auguro al sindaco e alla sua giunta un proficuo lavoro».

In paese sono stati giorni carichi di tensione, ma la sensazione è che il periodo dei veleni interni al centrodestra sia tutt’altro che finito. Anche perché in molti si chiedono chi nella “stanza dei bottoni” abbia fatto uscire i rimborsi spese di Cagnato.

«In questi tre anni di amministrazione, in cui mi sono dato da fare e le opere fatte sono lì a dimostrarlo, nessuno ha mai parlato di me, era bravo il sindaco», prosegue Cagnato, «Nell’ultimo mese, quando qualcuno ha pensato di buttarmi la croce addosso, sono diventato quello che fa vendere i giornali. C’è rammarico. Mi hanno tirato addosso talmente tanto di quel fango. Ma per sminuire quello che ha fatto Diego Cagnato dovranno lavorare parecchio, come io ho sempre lavorato parecchio. Già stavo antipatico quando sono diventato consigliere provinciale, figuriamoci adesso».

25 ottobre 2012 – Giovanni Monforte – Nuova Venezia

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Il nuovo vicesindaco sarà Michele Benetton e assessore lavori pubblici e sicurezza Piero Vendraminetto mentre le deleghe del sociale passano al sindaco.

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Siamo sconsolati di fronte al ritardo con il quale è scoppiato lo scandalo delle indennità chilometriche (comune Meolo e provincia Venezia) elargite a Diego Cagnato. Un anno e mezzo fa avevamo già denunciato e pubblicato questi importi ma non vi fu alcuna reazione mediatica né tanto meno politica da parte di Zaccariotto, Basso e compagnia. Ora per fortuna la bomba è scoppiata e chiediamo che si vada fino in fondo facendo luce sull’intera faccenda. I meolesi hanno diritto/dovere di sapere. Anche perché questa amministrazione aveva promesso trasparenza. Trasparenza dimenticata purtroppo per quanto riguarda, per esempio, il costo della giunta. Abbiamo presentato numerosissime interrogazione per conoscere gli importi delle indennità di carica, rimborsi spese percepiti da sindaco, vicesindaco e assessori vari nonché lo status degli stessi relativamente alla loro attività professionale. NON ABBIAMO RICEVUTO RISPOSTA. Anzi una risposta l’hanno data dicendo che non potevano rendere pubblici questi dati perché tutelati dalla legge sulla privacy. Non c’è privacy che tenga di fronte ai costi della politica e di fronte ai cittadini. È indecente questo atteggiamento da parte dell’amministrazione. Evidentemente i nostri amministratori non conoscono il significato di morale ed etica. Dobbiamo rivolgerci alla corte dei conti per capire l’ammontare di rimborsi ed indennità di carica? Fin dichiara che il tetto dei 20.000 euro per i rimborsi spese non è stato sfondato. Questa amministrazione ha stanziato 20.000 euro per i rimborsi???? E poi dice ai cittadini che non ci sono soldi per il sociale e per lo sport? È una cosa indegna. Basso dov’è stato fino ad ora? Perché non ha vigilato? Perchè non si è sentito in dovere di tagliare le risorse riguardanti le indennità e i rimborsi? Perchè dice ai cittadini che non ci sono soldi per il sociale, sport o associazioni e poi stanzia 20000 euro per i rimborsi? e Fin non si è mai posto il problema? C’è una chiara responsabilità politica. Chiedano scusa ai cittadini meolesi. Perché Cagnato si è candidato a Meolo e in provincia di Venezia sapendo di avere residenza altrove e sapendo così di gravare sulle casse provinciali e comunali per le indennità chilometriche? Perché non ha informato i cittadini di ciò in campagna elettorale? E perché invece non ha pensato di candidarsi per le amministrative di Verzegnis e pel consiglio provinciale di Udine? Perché pur candidandosi a Meolo e in provincia di Venezia non ha pensato di rinunciare alle indennità chilometriche o quanto meno a richiedere solo quelle inerenti ai chilometri percorsi entro la provincia di Venezia? Perchè quando le doppie indennità di carica (vicesindaco e consigliere provinciali) non erano più cumulabili per legge Cagnato si è affrettato a scegliere quella di consigliere provinciale (più sostanziosa) ma facendosi pure spesare dal comune di Meolo in merito ai rimborsi kilometrici? È questo lo vero scandalo. Certo i rimborsi saranno anche dovuti per legge (comunque la corte dei conti e la magistratura verificheranno se tutto è regolare e lecito) ma la legge non li rende obbligatori quindi Cagnato poteva decidere di non percepirli, MA NON L’HA FATTO !!! Se davvero come dice fa politica per passione non li doveva richiedere. Se nessuno avesse sollevato il caso oggi Cagnato continuerebbe tranquillamente a percepire tutti quei soldi. Invece ora è stato costretto a causa del clamore mediatico a rinunciare a tutte le indennità provinciali (vedi le dichiarazioni sui giornali) dimostrando così di aver agito moralmente ed eticamente (la corte dei conti dirà se illecitamente) nella maniera peggiore. Perchè Cagnato si è dimesso nonostante giuri la sua innocenza? Chiediamo al sindaco Basso e all’assessore Fin di azzerare immediatamente il fondo spese “rimborsi agli amministratori” e di destinare quei 20.000 euro al sociale e alle associazioni. Cagnato chieda scusa ai meolesi per quanto accaduto.  Le sue dimissioni da assessore/vice sindaco sono equiparabili alla sua autosospensione dalla lega ovvero delle non scelte, la classica foglia di fico, azioni di facciata che prendono in giro i cittadini meolesi e mancano di rispetto a tutta la comunità. Il popolo meolese ( e lo sa bene il sindaco)  pretende l’allontanamento/dimissioni di Cagnato dal consiglio comunale. Basso non ha fatto questa scelta perchè prima del senso di responsabilita e trasparenza nei confronti dei cittadini vengono gli interessi di bottega e l’accordo con la lega per tenere in piedi la traballante maggioranza. Ora per ricoprire l’incarico di vicesindaco è stata scelta una figura di facciata in maniera tale da lasciare comunque spazio di manovra/influenza/decisione al vicesindaco ombra Cagnato. Rimangono le responsabilita politiche di Basso e Zaccariotto perchè non hanno saputo intervenire per tempo nella vicenda Cagnato. Zaccariotto non ha mosso dito neppure quando vennero resi pubblici, un anno e mezzo fa, i compensi kilometrici di Cagnato e di certo non può chiamarsi fuori dalla responsabilità di conoscere e valutare i suoi candidati. Basso ha invece stabilito la quota di 20.000 euro per spese di rimborso togliendo questo finanziamento ai servizi e ai cittadini meolesi e non ha reso pubblici e trasparenti le indennità della sua giunta. A prescindere dal fatto che siano leciti o meno i rimborsi Cagnato dovrebbe dimettersi per rispetto nei confronti dei cittadini che bussano e hanno bussato alla sua porta chiedendo aiuto e sentendosi rispondere in maniera brutale: ”non ci sono soldi”. Purtroppo da parte sua e di Basso mancano sensibilità e responsabilità e non comprendono quindi l’indignazione dei cittadini. Ci auguriamo quindi che anche chi doveva vigilare sul bilancio e non l’ha fatto o l’ha fatto poco attentamente, consideri l’ipotesi presa dal dimissionario vicesindaco. E’ evidente infine che l’amministrazione meolese è vittima di una guerra intestina tra bande, una guerra sotterranea tra PDL e Lega esplosa con il caso Cagnato e che ha scoperchiato il famoso vaso di Pandora. Ne vedremo delle belle…teniamoci pronti…le elezioni son vicine.

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