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contributo inviato da ilbarbarosognante il 23 ottobre 2012

 

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MEOLO. Dopo la Procura della Corte dei conti, ora si sono mossi anche i carabinieri: i militari di San Donà hanno acquisito presso il Comune di Meolo la documentazione che riguarda i rimborsi chilometrici chiesti e ottenuti dal vicesindaco e consigliere provinciale della Lega Nord (dalla quale si è autosospeso alla fine della scorsa settimana) Diego Cagnato.

Ormai, la vicenda è nota: da quando si è sposato, venti anni fa, l’esponente del Carroccio ha trasferito la sua residenza a Verzegnis, paesetto della Carnia dove risiede la moglie. Per partecipare ala sedute del Consiglio provinciale e delle Commissioni di cui fa parte avrebbe ottenuto un rimborso di 13 mila 211 euro per 42 mila e 617 chilometri per l’andata e ritorno compiute per 121 volte con la sua auto dal 2009 in poi. Ma avrebbe intascato anche ottomila euro per il periodo 2011-2012 dal Comune di cui è vicesindaco, sempre per i rimborsi chilometrici per partecipare alle sedute di giunta e di Consiglio comunale.

La Procura presso la Corte dei Conti si è mossa per appurare se via sia stato un danno erariale e, se fosse dimostrato, per chiedere al consigliere e vicesindaco le cifre che indebitamente avrebbe ottenuto. I carabinieri, invece, devono appurare altro: quando si muovono è per accertare se siano stati commessi reati o meno. Il segretario della Lega Nord di Tolmezzo, Roberto Pecol, che abita nello stesso paesino della Carnia di Cagnato, ha dichiarato ai cronisti: «So che il consigliere vive e lavora a Meolo: quassù viene solitamente nei fine settimana». Se fosse vero, quei viaggi non sarebbero state effettuati così frequentemente e, quindi, quei rimborsi, non sarebbero dovuti, almeno in quel gran numero, visto che Cagnato potrebbe essersi trattenuto a Meolo. Non solo: i carabinieri di San Donà dovranno sovrapporre le richieste di rimborso pagate dalla Provincia e quelle rimborsate dal Comune di Meolo, in modo da appurare se vi siano stati doppioni. Un lavoro che porterà via alcuni giorni e solo alla fine dell’accertamento documentale verrà presa una decisione sull’apertura di un fascicolo anche da parte della Procura della Repubblica. Per ora, non esiste alcuna inchiesta penale, in attesa che i controlli dei militari dell’Arma finiscano.

Cagnato si è autosospeso dal partito e ha spiegato: «È un rimborso spese legale, previsto dalla legge. Ma se alla fine degli accertamenti risulterà come sostengo che tutto è legittimo, chi mi ripagherà del fango che mi hanno tirato addosso?» «Dopo che la vicenda sarà stata chiarita dalla Corte dei Conti», Ha aggiunto, «dirò tutta la mia verità. Aspettiamo che venga fuori tutto, poi mi toglierò qualche sassolino». «All’indennità da assessore ho rinunciato per quella in Provincia» ha concluso.

Giorgio Cecchetti – Nuova Venezia

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MEOLO. Diego Cagnato ha riconsegnato la tessera di militante della Lega Nord. Travolto dai tanti mal di pancia che la questione dei rimborsi chilometrici ha suscitato all’interno del Carroccio, il consigliere provinciale e vicesindaco di Meolo ha deciso di autosospendersi, per evitare che la vicenda possa avere ripercussioni sull’immagine della presidente della Provincia Francesca Zaccariotto e sull’intero partito.

Cagnato è finito al centro delle polemiche per i rimborsi chilometrici chiesti per i viaggi compiuti da Verzegnis, dove risiede in Carnia, a Venezia e Meolo per lo svolgimento dei suoi incarichi istituzionali. Si parla di circa 13 mila euro dalla Provincia nel 2011, di altri 8 mila euro dal Comune nel solo periodo ottobre 2011-giugno 2012. Il compito di annunciare l’auto sospensione di Cagnato è stato affidato al segretario provinciale del Carroccio del Veneto Orientale, Emanuele Prataviera, nelle cui mani lo storico esponente leghista meolese ha consegnato la tessera. «Con questo gesto, vuole estraniare la Lega Nord dalle indagini in corso», spiega Prataviera, «Alla luce delle vicende che lo stanno riguardando e sulle quali la Corte dei conti ha aperto un’indagine per fare chiarezza sui rimborsi spese, Cagnato ha compiuto questo gesto per evitare strumentalizzazioni politiche che possano ledere la squadra della Lega in Comune a Meolo e in Provincia alla quale, come militante, ha dato molto e per molti anni. E’ giusto che venga fatta chiarezza su questa vicenda. Un conto però è sentenziare a priori, un altro è invece attendere che vengano accertati i fatti». Per il momento Cagnato continuerà a rivestire sia il ruolo di consigliere provinciale che di vicesindaco a Meolo. Ma la riconsegna della tessera del partito potrebbe precludere a ulteriori sviluppi. Non è escluso che nei prossimi giorni si possa arrivare anche alle dimissioni da vicesindaco oppure che sia lo stesso sindaco Michele Basso a ritirargli le deleghe. Dopo l’ultima riunione di giunta, l’alleato di maggioranza Pdl ha deciso per il momento di assumere una posizione di attesa, lasciando a Cagnato la decisione se proseguire o meno. Intanto, però, su mandato del sindaco, il segretario comunale sta continuando le verifiche sulla legittimità dei rimborsi erogati, di cui peraltro si starebbe interessando anche la magistratura.

Giovanni Monforte

21 ottobre 2012

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MEOLO. «È un rimborso spese legale, previsto dalla legge. Ma se alla fine degli accertamenti risulterà come sostengo che tutto è legittimo, chi mi ripagherà del fango che mi hanno tirato addosso?». Non ama parlare in pubblico, ma stavolta Diego Cagnato, vicesindaco di Meolo e consigliere provinciale, accetta di farlo. E racconta di quei rimborsi per cui è finito al centro delle polemiche: circa 13 mila euro nel 2011 dalla Provincia, 8 mila dal Comune tra ottobre 2011 e lo scorso giugno.

«Dopo che la vicenda sarà stata chiarita dalla Corte dei Conti, dirò tutta la mia verità. Aspettiamo che venga fuori tutto, poi mi toglierò qualche sassolino» premette Cagnato. Che poi entra nel vivo: i rimborsi. «Sono rimborsi spese legali, previsti dalla legge», spiega, «e li ho chiesti in base a quello che ho fatto nel mio ruolo istituzionale. Che si mettano d’accordo: da una parte mi accusavano di essere sempre presente a Meolo, d’altra mi dicono che non ho diritto ai rimborsi. Perché? Nelle giunte precedenti c’erano degli assessori, che abitavano a Meolo e non avevano il rimborso, eppure costavano 1.150 euro al mese. All’indennità da assessore ho rinunciato per quella in Provincia. A Venezia a chiedere finanziamenti per il Comune sono sempre andato con la mia macchina. Ho chiesto solamente il rimborso per quelle volte alla settimana che facevo su e giù con Verzegnis. Almeno questo me lo consentiranno? Mettiamoci in più il consumo dell’auto».

Cagnato ricorda che tutti in paese sapevano della sua residenza in Carnia. «L’ha sempre detto soprattutto il centrosinistra, che mi accusava per questo di non essere a conoscenza dei problemi di Meolo. Sapevano benissimo che sono residente in Carnia», prosegue, «per svolgere le mie mansioni al Comune di Meolo potrò pure aver diritto al rimborso della benzina? Che si facciano un esame di coscienza di quanto ho dato per Meolo rispetto a quanto sono costato».

E la trasparenza? «Tutti i soldi che escono dal Comune sono frutto di determine, che sono pubbliche, comprese quelle da cui appunto ha attinto le informazioni Sinistra Ecologia Libertà. Di nascosto non c’è nulla».

Cagnato si dice pronto a rispondere ai detrattori in Consiglio. Ma si dimetterà? «Se mollo, agli occhi di tutti sono colpevole. È l’equazione che faccio da ignorante», conclude, «preciso che ho scritto alla Provincia di rinunciare dal primo ottobre a tutti gli emolumenti futuri. Non vorrei dimettermi perché sono stato eletto democraticamente. Ma se qualcuno dei miei detrattori vuole il mio posto e lo fa gratis, assumo l’impegno a lasciarglielo. Ma deve essere disposto veramente a farlo gratis».

19 ottobre 2012 

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