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contributo inviato da Achille_Passoni il 23 ottobre 2012


Nella Legge di Stabilità è contenuta una norma che prevede l'aumento da 18 a 24 ore settimanali dell'orario delle lezioni in classe degli insegnanti delle scuole medie inferiori e superiori, senza che sia previsto alcun incremento nello stipendio dei docenti. È un provvedimento che ritengo inaccettabile, in primis perché si configura come l’ennesimo taglio di risorse e denota l’assoluta mancanza di una visione strategica della scuola, che punti sulla qualità dell’istruzione per gli studenti e sulla valorizzazione del ruolo degli insegnanti.

Peraltro, la proposta di Profumo avrebbe una pesantissima ricaduta anche sugli insegnanti precari e soprannumerari, con un inevitabile taglio delle cattedre che colpirebbe proprio queste categorie già abbondantemente in difficoltà. La verità è che la scuola italiana avrebbe bisogno di investimenti, visto che è in ginocchio a causa dei tagli operati dal governo Berlusconi che solo nel triennio 2009-2011 hanno fatto sparire circa 8 miliardi di euro. La conseguenza è che sono diminuite le ore di scuola mentre sono aumentati gli alunni per classe, a fronte di una riduzione delle classi e dei plessi scolastici.

È proprio questo il problema numero uno che si dovrebbe affrontare quando si parla di scuola: il nodo delle risorse. Perché se è falso che i nostri insegnanti lavorano poco - siamo in media europea se si conteggiano tutte le attività funzionali alla didattica - è vero che l'Italia è il fanalino di coda negli investimenti per la scuola: la percentuale della spesa pubblica italiana destinata all'istruzione è molto inferiore alla media OCSE ed è scivolata al penultimo posto tra i paesi industrializzati.

Per questo, come Pd non possiamo che opporci a questa misura dannosa - che tra l’altro aggira gli accordi sindacali - cercando in tutti i modi di cancellarla in Parlamento.
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