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contributo inviato da team_realacci il 19 ottobre 2012

Polemica a distanza tra Roberto Morassut, ex assessore all'urbanistica di Roma e il ministro dell'Ambiente Corrado Clini su una norma della legge di stabilità che trasforma il "silenzio-rifiuto" dello Stato in silenzio-accettazione (entro 45 giorni dalla presentazione della domanda)

di ANTONIO CIANCIULLO


“Un condono edilizio mascherato”. “No, la difesa dei diritti dei cittadini”. E’ secco la scambio a distanza tra Roberto Morassut, l’ex assessore all’urbanistica che ha scritto il piano regolatore di Roma del 2008, e il ministro dell’Ambiente Corrado Clini. Tema del contendere il passaggio della legge di stabilità in cui si rovescia il “silenzio rifiuto” nel “silenzio assenso”. Detto in modo più comprensibile, vuol dire che, in assenza di una risposta in tempi ragionevoli da parte della pubblica amministrazione (45 giorni dalla richiesta edilizia), si passa dal “fermi tutti” al “via libera per tutti”.

“Sarebbe una sciagura, un incentivo alla ripresa di quelle costruzioni abusive che già rappresentano circa un terzo del tessuto urbano della capitale”, accusa Morassut. “Gli uffici delle sovrintendenze sono oberati di lavoro: hanno un’enorme mole di problemi di cui occuparsi, compresi gli scavi archeologici e la loro manutenzione. Come è possibile che riescano a dare una risposta in 45 giorni?”

"Ma un cittadino che fa una domanda a un'amministrazione pubblica ha il diritto di avere una risposta, positiva o negativa che sia”, replica Clini. “Se si chiede un intervento vietato dalle norme vigenti, quella domanda non va ignorata o messa in un cassetto, ma rifiutata esplicitamente e in tempi ragionevolmente brevi. Non c’è un condono nascosto. Al contrario il ‘silenzio rifiuto’ deresponsabilizza l'amministrazione pubblica e consente di non rispondere alle domande dei cittadini. E l'inerzia delle amministrazioni è stata troppo spesso un alibi per l'abusivismo".

La polemica non si placa. Anche perché molti intravedono una contraddizione tra questa norma e il disegno di legge, ispirato dal ministro delle Politiche agricole Mario Catania, che un mese fa ha provato a porre un alt alle costruzioni su aree destinate all’agricoltura denunciando la sempre più veloce cementificazione del paese. Un milione e mezzo di ettari - è stato detto dal governo in quell’occasione - dagli anni Cinquanta ad oggi è stato sepolto da villette, capannoni, strade, tralicci, discariche. E in questo modo si è prodotta una catena di danni: il ciclo idrico è stato alterato rendendo meno governabili i fiumi; terreni già franosi sono stati resi ancora più instabili; il paesaggio è stato sfregiato; la macchina turistica indebolita; la possibilità di catturare anidride carbonica menomata.

“La maggiore attenzione alla difesa del territorio sembrava un principio acquisito: il passaggio al principio del silenzio assenso rivelerebbe ora un atteggiamento schizofrenico”,  osserva il responsabile Green economy del Pd, Ermete Realacci.

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Fonte: Repubblica.it
Autore: Antonio Cianciullo
18 ottobre 2012

TAG:  SEMPLIFICAZIONI  EDILIZIA  SILENZIO  ASSENSO  CONDONO  CLINI  MORASSUT  REALACCI  CIANCIULLO  REPUBBLICA 

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