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contributo inviato da Claudia Castaldini il 19 ottobre 2012

Ampliamo il discorso riguardante le prossime primarie del centrosinistra. Mi sembra che, ad oggi, il punto centrale riguardi il rinnovamento della politica.   Ridurre il dibattito al rinnovamento delle persone sarebbe riduttivo, e probabilmente senza conseguenze utili a noi tutti (prescindendo dall'età anagrafica, naturalmente e al contrario di quanto sembra emergere troppo spesso).
Il rinnovamento della politica passa attraverso la comprensione delle esigenze, delle necessità, delle opportunità che la società odierna esprime, e nella elaborazione di risposte adeguate, in un'ottica che guardi al futuro. Il centrosinistra, o il "campo dei progressisti" come correttamente lo definisce Bersani, è per sua natura il luogo della costruzione evolutiva, non statica, ma in continuo divenire della politica nel suo senso più alto. Per fare questo, per creare una visione, sono certamente necessari i passaggi dell'ascolto, del dialogo, dell'interazione, della percezione, dell'elaborazione, della critica, ma sono altrettanto necessari gli sfrondamenti, gli alleggerimenti, le velocizzazioni delle dinamiche interne ai partiti che tendono per loro natura a cristallizzare la situazione nel suo essere.  Non c'è nulla di scontato, di evidente:  la scelta di modernizzare passa anche inevitabilmente dall'analisi delle strutture e delle sclerotizzazioni che impediscono di modernizzare veramente.
Stiamo assistendo ad un'innovazione del messaggio, non c'è dubbio, da parte dei contendenti tutti, ad un cambiamento forse anche troppo repentino di varie fasi del percorso, ma questo (o proprio per questo) va accompagnato dalla pratica corrente e quotidiana del dialogo e del confronto ben oltre i meccanismi di potere, le correnti, le aree controllate, che si instaurano e crescono all'interno dei partiti e li sclerotizzano. Crescono nei secoli, come i cristalli - appunto.  La pena sarebbe il fallimento del rinnovamento.
La questione ambientale, come dicevo nel post precedente, sarebbe la prima a venire sacrificata, nonostante le dichiarazioni (per ora sempre soltanto scritte, non ancora verbali e televisive) e le terminologie utilizzate, che resterebbero bei vocaboli e non troverebbero applicazione nella pratica.
Se un salto di qualità dobbiamo fare, è meglio farlo completo, per non finire a mezz'aria e cadere nel vuoto. Il salto di qualità-rinnovamento della politica coinvolge la pratica, le strutture, i percorsi, senza la quale la teoria sarà inutile.  Se vogliamo salvare la forma-partito.

 

TAG:  POLITICA INTERNA  PRIMARIE  CENTROSINISTRA  PARTITI  AMBIENTE  INQUINAMENTO  ELABORAZIONE POLITICA  CANDIDATI 

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