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contributo inviato da team_realacci il 18 ottobre 2012

Tutto pronto per la Conferenza dei servizi, ultima tappa per l'iter di Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per l'esercizio degli impianti dell'Ilva di Taranto. Alla riunione, che oggi mettera' un punto alla procedura, prenderanno parte tutti i soggetti coinvolti, enti locali (Regione, provincia, comuni di Taranto e Statte), rappresentanti da vari ministeri (Lavoro, Salute, Sviluppo economico), l'Ispra, oltre ad azienda e custodi giudiziari degli impianti sotto sequestro, ed associazioni.

In mattinata si svolgeranno le audizioni della societa' civile, per poi aprire alla Conferenza vera e propria nel pomeriggio. Intanto alcune posizioni sono gia' delineate: come quella della Regione Puglia che chiedera' l'inserimento dei risultati ''della prima valutazione del danno sanitario, in corso di redazione, e che, in caso di criticita', il ministero dell'Ambiente si faccia carico di riesaminare l'Aia''; ed ancora attenzione per il quartiere Tamburi e che ''siano assorbite le valutazioni sanitarie della perizia epidemiologica disposta dalla magistratura di Taranto''.

I punti principali della relazione preparata dal gruppo Istruttore, e presentata dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini venerdi' scorso, si concentrano essenzialmente su tre 'disposizioni': limite alla produzione che si abbassa a 8 milioni di tonnellate all'anno; fermata e rifacimento dell'Altoforno Afo 5 (che da solo vale piu' del 40% del ciclo produttivo) entro il 30 giugno del 2014; copertura dei parchi minerali (il progetto va presentato entro due mesi). Inoltre alcuni obblighi vengono ritenuti 'immediati', tra cui: stop e rifacimento dell'Afo 1, dismissione Afo 3, adeguamento Afo 2 e 4, controllo per tutti i principali punti di emissione, stop a uso di pet-cocke e catrame di cockeria, riduzione della giacenza media del 30% e arretramento degli agglomerati di circa 80 metri, riduzione del 10% delle operazioni nei giorni ventosi.

Trova spazio anche il Piano per la salute della popolazione, in corso d'opera con il ministro Renato Balduzzi, l'Istituto superiore di sanita', e la collaborazione dell'Oms. I costi degli interventi, sulla base di alcune stime non ufficiali, oscillano in una forbice che va da 3 a 10 miliardi di euro.

La relazione dei tecnici - basata sul documento della task-force voluta da Clini ad agosto e affidata al gruppo di Lavoro guidata dalla professoressa Carla Sepe - si concentra sulle emissioni e l'aria, ritenuti ''prioritari'' per l'area di Taranto (rifiuti, discariche e gestione delle acque saranno trattati entro tre mesi). L'orizzonte entro cui ci si muove e' l'adeguamento alle migliori tecnologie disponibili (Bat) indicate dall'Europa e le osservazioni del Gip di Taranto. Il ministro Clini si era augurato, nei giorni scorsi, che l'Aia potesse ''facilitare il percorso tra azienda e Procura''.

Fonte: Ansa
17 ottobre 2012

TAG:  ILVA  AIA  TARANTO  CLINI  MINISTERO AMBIENTE  PIANO  SALUTE  POPOLAZIONE 

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