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contributo inviato da team_realacci il 4 ottobre 2012

A Caserta e Ischia si chiede lo stop delle ruspe.
I quadri del partito: situazione inaccettabile

NAPOLI — Nel febbraio scorso quando in Senato fu bloccato, per l'ennesima volta, il blitz targato Pdl per un condono campano, il Pd nazionale esultò: «Pericolo sventato», «bloccato il partito degli abusivisti», «viva viva la legalità». In quel caso le ruspe erano in azione a Giugliano.

LA ZONA GRIGIA - È pur vero che nell'isola di Ischia dove, stando ai dati Legambiente, l'80 per cento delle abitazioni sono abusive centrodestra e centrosinistra, Pd e Pdl, amministrano pacificamente insieme sul modello «montiano», dice sempre il sindaco Giosi Ferrandino, e sempre insieme sono contro le ruspe. In nome di quella legge non scritta in politica per cui i partiti nazionalmente predicano in una direzione e a livello locale razzolano in un'altra. È il caso di questi giorni. Tra l'altro in una città simbolo come Casal di Principe, dove la magistratura ha diposto l'abbattimento di 300 case rigorosamente fuori legge. Pur puntualizzando che il Pd combatte le illegalità, sempre e comunque, il segretario casertano Dario Abbate s'è chiesto: «Per quale motivo la Procura generale di Napoli ha deciso di partire dalla casa di un povero operaio e non dal villone di qualche ricco esponente della zona grigia?».

«TUTTA UN’ERBA UN FASCIO» - Renato Natale, ex sindaco, ha chiarito ancor meglio il pensiero: «Si è fatta di tutta un'erba un fascio, come se l'abusivismo del povero operaio che ha speso i risparmi di una vita per costruirsi una casa, possa essere assimilabile alla sfarzosa villa di un ricco o alla speculazione edilizia». Siamo alle solite: s'invoca la differenza tra l'abusivismo di necessità e l'abusivismo speculativo, come se non fossero illegali entrambi. E lo si fa quando ormai le sentenze sono passate in giudicato. Il procuratore di Torino Giancarlo Caselli parla di «delega» da parte della politica su temi fondamentali quali la sicurezza sul lavoro (leggi Ilva di Taranto) la corruzione, aggiungeremo all'elenco anche l'abusivismo. Resta un dubbio: il partito regionale la pensa come quello casertano? Perché gli esponenti nazionali sono assolutamente contro ogni tentativo di ammorbidire la linea. Prendiamo Ermete Realacci, parlamentare Pd, ambientalista battagliero da sempre: «La legalità non è divisibile. L'abusivismo oltre a essere un campo d'affari per la malavita, è anche sottrazione di soldi pubblici. Non ci possono essere posizioni morbide o balbettii. Se ci sono questioni sociali vanno affrontate come questioni sociali non chiedendo di cambiare ordine agli abbattimenti o di fermare le ruspe». Parole chiare, come quelle di Luisa Bossa, deputata ex sindaca: «Chi commette illegalità e abusi deve pagare. Non c'è dubbio che il problema esiste, ma esiste perché non c'è stato controllo quando è stato posato il primo mattone. Si dovrebbe intervenire in tempo e non si fa. Così le nostre città sono sempre più brutte, perché piene di abusi, dalle verande alle ville. Non c'è rispetto per le regole e neanche per la bellezza e il brutto crea sempre un degrado sociale».

PUNTI DI VISTA - Chiaro? Chiarissimo. Gino Cammino è il segretario provinciale di Napoli e la pensa diversamente dal collega casertano: «Le sentenze vanno sempre rispettate. Altro è costruire una proposta di qualificazione che tolga il degrado urbanistico dalle nostre realtà. Bisogna riprogettare gli spazi secondo le leggi». E la segreteria regionale? Risponde Mimmo Tuccillo: «Comprendo le motivazioni di Abbate e Natale, ma le sentenza non si giudicano, la magistratura fa il suo percorso e la politica non può intervenire. Ma il problema va affrontato». Come? «Stiamo valutando una proposta di legge che chiuda la stagione dei condoni e riordini l'esistente», spiega, ma francamente non è chiarissimo.

Il Corriere del Mezzogiorno
Simona Brandolini
04 ottobre 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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