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contributo inviato da team_realacci il 3 ottobre 2012

Accolto il ricorso delle associazioni ambientaliste contro le ricerche al largo delle Tremiti concesse alla Petrocelti. Sabato a Manfredonia il 'No petrolio day'

di GABRIELLA DE MATTEIS

Il Tar del Lazio blocca la ricerca di petrolio al largo delle Tremiti. Lo fa annullando il decreto con il quale il ministero dell'Ambiente, nel marzo del 2011, ha rilasciato un parere di compatibilità ambientale alla società Petroceltic che avrebbe voluto azionare le trivelle nel sottofondo marino, in un'area al largo delle coste abruzzesi e molisane e per questo non lontane dalle Isole Tremiti. I giudici della sezione seconda bis del Tribunale amministrativo hanno accolto il ricorso presentato da alcune associazioni ambientaliste, basandosi su un'argomentazione molto chiara: la Regione Puglia non è stata coinvolta nel procedimento per il rilascio della Via, la valutazione di impatto ambientale. Tuttavia il presidente della Regione, Nichi Vendola, ha espresso "grande soddisfazione" per la decisione dei giudici amministrativi.

Nel ricorso, gli ambientalisti avevano sottolineato come la Petroceltic avesse pubblicato la domanda di compatibilità ambientale su alcuni quotidiani, diffusi in Abruzzo e nel Molise, ma non in Puglia. Una violazione di quanto prevede la norma (e cioè un'informazione a tutti i cittadini che vivono nei territori dove il progetto avrebbe dovuto essere realizzato) e non solo. Perché, hanno rilevato le associazioni (il Wwf, Legambiente, Lipu, il Fai), la Regione non è stata coinvolta nelle procedure che hanno portato al rilascio dell'autorizzazione. "È sufficiente considerare - scrivono i giudici - che, viste le notorie caratteristiche del mare Adriatico, una distanza della sede
dell'intervento di poche decine di chilometri dalle Isole Tremiti (che rientrano nel territorio della Regione Puglia) non può con ogni evidenza non considerarsi significativa al fine di coinvolgere la medesima regione nel procedimento di Via, in quanto l'impatto potenziale sull'ecosistema marino e sulle attività connesse alla pesca riguarda tutte le zone circostanti e non solamente quelle dell'Abruzzo e del Molise".

La sentenza viene accolta con soddisfazione dagli ambientalisti. Dice Leornardo Lorusso, presidente del Wwf Puglia, "la nostra associazione continuerà a manifestare in piazza", mentre il vicepresidente Mauro Sasso aggiunge: "Abbiamo costituito un coordinamento regionale delle associazioni ambientaliste che contrasterà il far west delle trivelle sul territorio pugliese". La sentenza del Tar del Lazio rappresenta un precedente importante. L'assessore regionale all'Ambiente Lorenzo Nicastro spiega: "Viene affermato il principio che la Regione doveva essere consultata. Il procedimento dovrà essere avviato nuovamente e il nostro parere sarà negativo".

La decisione dei giudici arriva alla vigilia della manifestazione in programma sabato a Manfredonia alla quale hanno aderito le tre regioni. "Il nostro petrolio è il turismo: noi diciamo no ai veleni degli idrocarburi, un altro sviluppo è possibile ed è alternativo, sostenibile, ecocompatibile" afferma il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna che sabato sarà presente con il gonfalone della Regione : "Abbiamo invitato anche il ministro Clini contando sulla sua sensibilità per i temi ecologici".
(03 ottobre 2012)


Fonte: la Repubblica, cronaca di Bari
3 ottobre 2012

TAG:  REPUBBLICA  BARI  TRIVELLE  TRIVELLAZIONI  PETROLIFERE  RICORSO  TAR  STOP 

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