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contributo inviato da Achille_Passoni il 3 ottobre 2012


La magistratura tedesca ha annunciato l’archiviazione dell’inchiesta aperta dieci anni fa per individuare i responsabili dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, dove 560 persone, tra cui 107 bambini, furono massacrate in poche ore dai soldati della 16a divisione delle Waffen-SS. Una decisione che offende le vittime, i loro familiari, tutto il Paese e anche il lavoro svolto dal Tribunale militare di La Spezia, che aveva provato le responsabilità dei dieci imputati.

Eppure il processo in Germania non si farà per “insufficienza di prove”, e gli 8 gerarchi delle SS ancora in vita non dovranno nemmeno presentarsi dal giudice. Secondo la Magistratura tedesca infatti, “dalle indagini, condotte in maniera ampia ed estremamente approfondita insieme all’ufficio criminale del Baden-Wuertemberg è emerso che non è possibile dimostrare una partecipazione degli indiziati agli avvenimenti del 12 agosto 1944, punibile con una pena che non sarebbe prescritta”. In pratica, non sarebbe possibile dimostrare che il massacro sia stato programmato sin dall’inizio come “un’azione di sterminio contro la popolazione civile”.

In proposito, ho sottoscritto un’interrogazione presentata dalla senatrice Granaiola per chiedere un intervento del Governo affinché non sia cancellata la verità sulla strage, e perché la parte tedesca riconosca la sentenza della magistratura militare italiana. Punire i responsabili di un eccidio tanto brutale è un obbligo morale necessario per rendere giustizia alle vittime e per consegnare alla storia la verità giudiziaria di ciò che è successo. Per non dimenticare mai.
TAG:  NAZISTI  SANT'ANNA DI STAZZEMA  MAGISTRATURA  PARTIGIANI  RESISTENZA 

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