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contributo inviato da PdVigatto il 2 ottobre 2012



Se queste lettere viaggiassero con i francobolli potrei appellarmi ai soliti ritardi postali, in realtà sono andato ben lungo io dall’ultimo consiglio di giovedì scorso… Per farmi perdonare vi parlerò anche della commissione di ieri sera (sai che fortuna, direte voi!). Prima però vi rinnovo l’invito per venerdì 5 ottobre dalle 18 alle 20,30. Come anticipato, promuovo una chiacchierata-aperitivo con Arturo Parisi al Caffè Letterario di viale Fratti 20. E’ l’inventore dell’Ulivo e il promotore delle primarie in Italia, un osservatore acuto che sa leggere la politica come pochi. Secondo me merita. In allegato il volantino.

 

STT, ovvero decisioni Senza Troppa Trasparenza

Partiamo allora dalla commissione. Era prevista la riunione congiunta della commissione bilancio (di cui faccio parte) e di quella di controllo. La presidenza di quest’ultima spetta all’opposizione (il presidente è Vescovi). Ci doveva essere l’audizione di Barbara Piermarioli, amministratore delegato di Stt, che nelle settimane scorse sui giornali aveva accusato l’assessore Capelli di ingerenze e mancate risposte, e degli altri due componenti del cda. Questi non hanno dato notizie, la Piermarioli ha comunicato che non si sarebbe presentata per malattia e ha allegato certificato medico.

Capelli era molto teso, tant’è che nel corso della discussione su Stt è sbottato se n’è andato anche dalla sala, rincorso dal capogruppo 5 stelle Bosi che l’ha coperto con la più classica delle scuse (“è andato un attimo alla toilette”). Comunque alcune cose chiare, grazie alle tante domande dei consiglieri dell’opposizione presenti sono emerse.  La Piermarioli, nominata da Ciclosi, non gode della fiducia del sindaco che, fin da luglio, con una lettera l’ha invitata a dimettersi. E fin qui ci sta tutto perché l’incarico è fiduciario. Quello che Capelli non ha detto, nonostante l’insistenza mia in particolare, è perché non ci sia questa fiducia (inadeguatezza, errori, incompetenza, inopportunità?). Questo, insieme, alla situazione economica di Stt, è quello che interessa alla città e che l’amministrazione in un’ottica di trasparenza dovrebbe dire. Così come dovrebbe dire a quali altri cda di partecipate ha inviato la stessa formale richiesta di sfiducia. Capelli se lo è lasciato sfuggire e su questo farò oggi una comunicazione in consiglio. Perché è paradossale che si continui a rimandare in consiglio la presentazione della situazione delle partecipate e intanto si scopra che dall’estate scorsa provvedimenti sono già stati presi in base, si spera, a valutazioni della situazione.

Comunque oggi andrà in consiglio una delibera che cambia lo statuto di Stt prevedendo la possibilità di nominare un amministratore unico anziché un cda. Siccome rischia di essere un cambiamento di statuto ad personam, abbiamo chiesto di aspettare a nominare il nuovo amministratore unico dopo l’audizione della Piermarioli, in modo da poterla sentire ancora in carica. Ma nemmeno su questo c’è stato alcun impegno della maggioranza. Capelli ha molta fretta di chiudere questa partita come segnalava chiaramente con ampi cenni del capo ai consiglieri di maggioranza ogni volta che sembrava profilarsi una soluzione maggiormente condivisa con l’opposizione.

Ultim’ora: vedo mentre scrivo che presidenza e cda di Stt si sono dimessi. Ora comunque sapete qualcosa in più su come ci sono arrivate.

Tra le altre delibere discusse, segnalo in particolare quella che mette in vendita la quota del Comune in Stu Pasubio e prevede la possibilità di una variante urbanistica che mette in discussione volumetrie già destinate ad uso pubblico. La faccenda è complessa e con tante contraddizioni a 5 stelle. Se ne parlerà oggi in consiglio, poi vi racconto.

 

Debiti e… modi di vivere

A proposito di consiglio, veniamo a quello fiume (quasi 8 ore) di giovedì scorso. Probabilmente, tanti hanno già letto cronache e successivi commenti. Vi riassumo dal mio punto di vista, trattandosi per me di argomenti ostici (il bilancio) ma su cui con piacere e con buoni maestri (Iotti su tutti) sto imparando.

E’ passata in discussione una lunga serie di delibere per approvare debiti fuori bilancio per un totale di 7,4 milioni, spese cioè non inserite nel bilancio preventivo e che tutte le amministrazioni devono andare a riconoscere entro il 30 settembre. Si può parlare di debito fuori bilancio se la spesa sostenuta ha portato un vantaggio per il Comune, se la cifra è certa nell’entità e nella necessità di pagamento e se è congrua. A noi gruppo Pd, ma anche agli altri gruppi di opposizione, è sembrato che in molti casi queste condizioni non ci fossero: ad esempio non c’era certezza della cifra oppure non era stata ancora presentata richiesta di pagamento o fattura oppure erano prassi amministrative durate per anni e mai considerate debiti fuori bilancio.

Oppure c’era una responsabilità degli amministratori e dei dirigenti che l’avevano autorizzata senza copertura che li dovrebbe fare rispondere personalmente del loro operato, senza fare ricadere i costi sulla collettività. Vi cito solo questo caso perché emblematico. Durante l’amministrazione Vignali è stata fatta una spesa di 38.000 euro più iva per materiali di comunicazione senza alcuna copertura. Cifra piccola, ma modo di fare gravissimo. E siccome la realtà è sempre fantasiosa, sapete cosa a cosa si riferivano soprattutto i materiali di comunicazione? La nuova immagine coordinata “Parma, un modo di vivere”. E di amministrare, verrebbe da aggiungere. E, paradosso finale, nemmeno gli amministratori della precedente giunta e attuali consiglieri Buzzi (Pdl), Pellaccini (Udc) e Ghiretti (Parma Unita) hanno votato a favore del riconoscimento di questo debito fuori bilancio. Invece i 5 stelle hanno votato sì, tranne due consiglieri che proprio non ce l’hanno fatta e si sono astenuti. E pensare che era stato proprio il Movimento 5 stelle in uno dei primi consigli a proporre un ordine del giorno sull’avvio di azioni di responsabilità verso chi avesse provocato danni al comune attraverso comportamenti amministrativi non corretti… Ora che potevano applicarla hanno preferito il “condono” dei debiti fuori bilancio. Sarei stato curioso di vedere il voto di De Lorenzi senior, il proponente dell’odg di cui parlavo prima e il più intransigente dei 5 stelle su questi temi, ma purtroppo era assente dal Consiglio. Tutte le delibere andranno comunque, per prassi, alla Corte dei conti.

Rimane, almeno a me, il dubbio perché, davanti a una situazione economica così difficile del Comune e alle richieste di tanti creditori, siano state tenute maglie così ampie di riconoscimento di debiti fuori bilancio, senza perseguire strade che avrebbero potuto ridurli o rinviarli (non entro nel dettaglio per ragioni di spazio). Sono risorse (1,5 milioni presi dall’avanzo dell’anno precedente e 6 dall’accantonamento del gettito Imu di Ciclosi) che potevano servire per altre priorità. Ma risulta davvero difficile fare considerazioni di priorità senza sapere ancora da parte dell’amministrazione la reale situazione dei conti di Comune e partecipate. A proposito, il bilancio consolidato che dovrebbe servire proprio a questo sguardo d’insieme non sarà fatto quest’anno, ma l’anno prossimo. Lo ha detto Capelli in consiglio; peccato, sarebbe stato davvero utile ora.

 

Niente olandesi, niente fontane, solo un saio

Chiudiamo con due chicche. Dall’Olio (Pd) ha chiesto che fine abbia fatto l’azienda olandese che doveva acquistare e riconvertire l’impianto di Ugozzolo. L’assessore Folli ha detto che Iren non ha ritenuto di portare avanti i contatti e fine della storia. Insomma, gli abbiamo dato il numero di telefono, se poi loro non li hanno chiamati… Un po’ poco per chi ne aveva fatto il miraggio orange della soluzione dei problemi durante la campagna elettorale. Non so se Iren abbia fatto bene a non portare avanti i contatti, ma so che questo non sgrava l’amministrazione dalla responsabilità di trovare un’alternativa all’inceneritore che non persegua la stessa logica (incenerire). Grillo ha detto che per fare l’inceneritore dovranno passare sul cadavere di Pizzarotti. Non penso gli abbia fatto un bel regalo. Del resto la leadership di Grillo è comoda, perché sempre per interposta persona. Se parte il forno, il cadavere (politico) è quello del sindaco, mica il suo.

Ultima chicca, il dialogo a distanza tra il sindaco e Buzzi sulla morigeratezza degli amministratori. Da un’interrogazione di Ghiretti è emerso che non ci sono soldi per innaffiare i parchi né per azionare le fontane, nemmeno quella dell’Eridania che usa l’acqua di pozzo (c’è comunque da spender per la pompa elettrica…). Buzzi, con una certa faccia tosta, ha detto che bisogna uscire da questo pauperismo. “Noi abbiamo fatto il ponte a nord che è incredibile, bello o brutto, chi se ne frega. I nostri nipoti cosa ricorderanno di questa amministrazione? I vostri risparmi nei rimborsi viaggio?” (su questo aspetto per me ha ragione: l’esibizione permanente dello scontrino è piuttosto stucchevole, soprattutto se manca trasparenza su cose ben più importanti).

Comunque, provocato sul punto, anche Buzzi si è messo a ricordare che in due mandati da vicesindaco non ha mai chiesto un euro di rimborso e che si è tenuto l’ufficio con la carta da parati staccata e con “suppellettili inguardabili”. Non so se fossero più inguardabili del Ponte a Nord, comunque sarà stata la tarda ora e la molta fame, tra pareti umidi e fontane a secco, il dibattito si stava facendo depressivo. Fortunatamente lo ha concluso Manno (Comunisti italiani) che con slancio mistico ha messo a disposizione un saio. Rifiuto di Buzzi: “Ce l’ho già, ho studiato dai preti”. Amen.

 

Giuseppe Bizzi

 

PS

Oggi c’è il consiglio, ma prima di giovedì con la lettera non riuscirò sicuramente. So che vivete bene lo stesso, ma metto le mani avanti.

 

Ringrazio tutti quelli (vari per esperienze e sensibilità) che sono venuti all’incontro di mercoledì scorso sulle primarie, portando originali e ricchi contributi. Abbiamo fatto un buon esercizio di confronto politico collettivo sull’Italia, prima dei nomi e dei posizionamenti personali.

 

www.giuseppebizzi.it

2 ottobre 2012

TAG:  CONSIGLIO COMUNALE  PARMA  GIUSEPPE BIZZI 

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