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contributo inviato da MarcoBorciani il 2 ottobre 2012
Alcune letture della mia estate:
  • FAI BEI SOGNI (M. Gramellini) _ Un libro/romanzo bello soprattutto per il "coraggio di mettersi a nudo" dell'autore che accetta di raccontare un passato non certo facile da impugnare ed esternare a un pubblico di lettori. Bellissimo lo stile della narrazione, a tratti ironico e autocritico a tratti molto duro con i suoi interlocutori e, spesso, anche con se stesso. Nel leggere questo libro si ha quasi l'impressione di accompagnare mano nella mano lo stesso autore che, con l'abilità narrativa di cui è capace, scopre capitolo dopo capitolo lati di sé inattesi. Per poi chiudere, nelle ultime pagine, con un coulp de théatre bellissimo, pur triste.
  • IL VILE AGGUATO (E. Deaglio) _ Ancora una volta l'autore si cimenta nel raccontare la storia del nostro Paese, nella parte peggiore, quella intaccata dalla mafia. Ogni singola pagina, scritta con la consueta chiarezza di cui è capace, lascia traspirare un'immensa voglia da fare luce sulle stragi del '92 e, soprattutto, su quella di via D'Amelio. Certo, mettere nero su bianco ciò che oggi sappiamo di quei fatti non è sufficiente a fare la debita chiarezza su quanto accadde, ahinoi. Ma è importante che qualcuno non deleghi interamente alla cronaca giornalistica la ricostruzione di quei mesi terribili della nostra Storia patria: scrivere, approfondire, commentare e criticare aiuta a renderci conto che quel che sappiamo ufficialmente è terribilmente troppo poco rispetto a quello che realmente accadde e che, la maggior parte di noi, nemmeno riesce ad immaginare. La sete di verità dell'autore è, immagino e spero, la stessa di milioni di italiani. Purtroppo, però, pur a distanza di 20 anni, sembra destinata a rimanere inascoltata e inevasa. Chiunque voglia indignarsi ancor più per questa sete inascoltata, lo può fare leggendo attentamente il libro di Deaglio.
  • NON è TE CHE SEGLIERò (A. Grisendi) _ Un romanzo straordinario per la bravura estrema dell'autrice nel raccontare una terra (la sua, ma anche la mia), con la sua gente e i suoi valori. Una storia in cui anche chi, come me, per la sua giovane età, ha vissuto solo in parte quelle tradizioni valoriali e di costume, può sentirsi a casa tra quei personaggi: è quasi la lettura della storia della propria famiglia. Costumi, abitudini, oggetti, linguaggi (anche dialettali) riempiono le pagine di questo romanzo con una disinvoltura e con una credibilità che definirei rare. La storia della famiglia protagonista è la storia di tante famiglie che hanno vissuto e vivono nella Bassa Reggiana: ogni dettaglio della vita contadina di queste terre è descritto con una precisione e un trasporto emotivo che lo rendono tangibile a qualunque lettore, anche quello che queste terre non le conosce. C'è qualcosa che, però, rimprovererei all'autrice: il risvolto finale della vita privata della protagonista. Un po' deludente: forse, semplicemente perché non creato ad arte come tutto il resto del libro, ma raccontato in poche e stringate pagine, da renderlo quasi alieno rispetto a tutto il resto della storia. Certo, lo si potrebbe considerare il risvolto "moderno" di una vita famigliare basata sulle tradizioni, ma ciò non lo rende, a mio modesto parere, qualcosa di veramente compiuto.
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