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contributo inviato da generosobruno il 26 settembre 2012
           

Le primarie servono. Sono utili a riconnettere la società alla politica e, riguardo a Renzi ed alla Fiat, almeno, abbiamo la certezza che il sindaco di Firenze: “continua a pensarla alla stessa maniera” e che invece è Marchionne “ad aver cambiato idea”. Già l’altro giorno, Renzi, aveva dichiarato che Marchionne, sul referendum di Pomigliano: “Ha raccontato una balla agli italiani”; è pur vero che il sindaco di Firenze - certamente, nel Pd, in buona compagnia - nel giugno del 2010, alla “balla” di Fabbrica Italia ed al baratto tra lavoro e diritti consumato coi referendum di Pomigliano e Mirafiori, a crederci, ci aveva, davvero, creduto; arrivando – “senza se e senza ma” – a dichiararsi dalla parte dell’Ad di Fiat.

Se proprio Matteo Renzi, quindi, vuol rottamare qualcosa: cominci pure dagli autobus. E’ questa una delle condizioni di un piano nazionale per il trasporto pubblico. Sono, almeno, ventimila i bus fuori norma, da sostituire, attualmente circolanti per le strade delle nostre città, mentre Marchionne chiude, con la Irisbus, l’unico stabilimento che in Italia li produce. Credo, però, che l’Italia abbia bisogno di una politica economica e di un centrosinistra capace di guadagnare l’uscita dalle politiche neo-liberiste dell’ultimo trentennio. Il patto di Bersani, tra democratici e progressisti, va in questa direzione. Renzi, invece, “fa il giovane”, ma la sua proposta: è vecchia come il cucco.

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