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contributo inviato da Claudia Castaldini il 23 settembre 2012

... che si entri nel merito (finalmente).
Quali regole, chi si candida, se è "nuovo" o "vecchio", a quale area appartiene:  finora questi sono sati gli argomenti che hanno ruotato attorno al tema delle primarie. In una visione della politica come "mezzo" per raggiungere il potere che ha ormai quasi fagocitato - non fosse che poi si deve governare davvero - il percorso di costruzione delle proposte con cui affrontare i temi concreti, si raggiunge il risultato che restano sullo sfondo i fatti più importanti.
Dato che si tratta di scegliere colui o colei che si candiderà a governare l'Italia come Presidente del consiglio dei ministri, è estremamente importante sapere cosa intende fare, quale sarà la sua agenda politica. Agenda politica che, come sempre, fatica ad includere la questione ambientale fra i suoi punti principali.
Invece, si tratta di argomenti che consentono di affrontare le questioni più vicine al quotidiano vissuto dalle persone, di allargare gli orizzonti temporali al presente ed al futuro e quelli spaziali al contesto internazionale, di aggiornare la politica che troppo spesso appare obsoleta e stanca. La crisi ambientale che stiamo vivendo è terreno di lavoro dell'oggi in vista del domani, per amministrare le risorse, mitigare i cambiamenti climatici, tutelare l'agroalimentare, conservare la biodiversità, ridurre gli inquinamenti, migliorare la vita negli agglomerati urbani, introdurre l'educazione e la formazione ambientale nelle scuole, prevenire le migrazioni dei profughi ambientali, ridurre le frequenza e gli impatti degli eventi meteorologici catastrofici.
Si tratta di temi che non possono essere ignorati, ma al contrario che possono essere centrali nell'elaborazione politica, e che richiedono una politica agroalimentare, una politica energetica, una politica industriale, una politica dei trasporti, una politica di tutela delle aree naturali. Un'agenda vasta che richiede impegno, e che tocca quasi tutte le aree di governo locale e nazionale. Si tratta di temi che offrono opportunità enormi in termini di strategie per il futuro, di rinnovamento, di occupazione, di cultura. L'economia reale è fatta di questo.
Di questo mi aspetto che si parli. Invece di assistere all'ennesima trasmissione o leggere l'ennesimo articolo in cui tutti parlano con la testa rivolta all'indietro, sostenitori e oppositori di fatti comunque passati, analisti del passato, signori del passato, che non si trovano soltanto nei partiti come alcuni sostengono, ma in tutte le pieghe della società italiana - dove fai fatica a fare qualsiasi cosa se non la stavi già facendo prima, o qualcuno della tua famiglia non la stava già facendo prima - che non riescono a vedere non soltanto il futuro, ma nemmeno il presente.

N.B: della mia scelta alle prossime primarie scriverò a breve: quale candidato e per quali ragioni.

TAG:  POLITICA  PRIMARIE  PARTITO DEMOCRATICO  AMBIENTE  ENERGIA  AGENDA POLITICA  INQUINAMENTO  SVILUPPO SOSTENIBILE  AGRICOLTURA  TRASPORTI  INDUSTRIA  AREE NATURALI  ECONOMIA  FUTURO 

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