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contributo inviato da Giuseppe Ardizzone il 22 settembre 2012

           La crisi economica finanziariaha assunto in Italia una forma recessiva dell’economia con gravi problemi perl’occupazione, in particolare giovanile.In questa situazione vi sono esponenti
politici che cercano di convogliare le proteste popolari nei confronti delle misure di risanamento decise dal governo Monti indicando nell’eccessiva spesa pubblica e nei limiti posti dalle Istituzioni Europee, nella “casta” (la classe  dirigente politica) e nelle manovre oscure della finanza i responsabili della generale situazione di difficoltà.La disoccupazione di massa, la crisi economica e quella della classe dirigente sono una miscela esplosiva che nel passato ha portato spesso all'affermazione di regimi autoritari suffragati da un consenso plebiscitario e populista. Noi rischiamo il riproporsi di una situazione simile e le discussioni dei partiti attorno alla nuova legge elettorale e la formazione di possibili coalizioni,rivestono un’importanza decisiva per la governabilità stessa del Paese.IlPartito Democratico, che ha avviato il processo delle primarie per la scelta del leader della futura possibile coalizione di governo, è una delle poche forze politiche che mantiene ancora la possibilità di ricucire la distanza fra l’elettorato e la classe politica ed indicare, allo stesso tempo, un percorso d’uscita dalla crisi che unisca il risanamento con la crescita, all’interno del progetto europeo. Lo strumento delle primarie in questo momento assume di conseguenza due compiti strettamente concatenati:

1) ricucire il rapporto di democrazia all'interno del partito (dando più voce ai rappresentati rimettendo
in discussione e verificando la bontà della classe dirigente) prefigurando quello che dovrebbe essere in generale nel Paese un corretto rapporto fra rappresentanti e rappresentati

2) votare le linee centrali di un futuro programma di governo.

I legami fra il primo ed il secondo punto sono assolutamente indivisibili.Relativamente al programma, la prima scelta obbligata deriva da un vincolo. Deve essere chiaro per tutti che, in questa situazione storica contingente, il sistema Italia presenta un vincolo di bilancio che va rispettato. Questa è una questione non discutibile ed è legata al fatto che non disponiamo della sovranità sulla nostra moneta e pertanto non possiamo imboccare la strada dell'ulteriore indebitamento,svalutazione, inflazione come tentativo di realizzare qualunque disegno politico. Tutto questo chiama in causa il progetto Europa e pretende che chiunque si candidi alla guida della coalizione si esprima con chiarezza su questo punto e indichi come intende portare avanti il progetto europeo, con quali forze, in che modo e per raggiungere quali obiettivi..Fermo questo punto,si pone poi il problema dei problemi: come dare speranza e risposta ad una massa enorme di disoccupati, inoccupati e persone che rischiano il lavoro. Se non si vuole puntare esclusivamente su di una politica che si limiti a favorire delle condizioni migliori per lo sviluppo dell'impresa ( riforma del lavoro,
liberalizzazioni, riforma della giustizia, semplificazione burocratica ecc, )bisogna avere delle proposte chiare che leghino il reperimento delle risorse non solo al risanamento ma soprattutto all'alleggerimento del peso fiscale sul lavoro e diano una risposta immediata alla disoccupazione anche con strumenti straordinari come il salario di cittadinanza nell'attesa che l'economia riparta
aiutata da una maggiore competitività consentendo di raggiungere l’obiettivo della piena occupazione. Mentre è condivisibile l’impostazione del ministro Grilli di utilizzare una graduale dismissione del patrimonio pubblico per diminuire il volume del debito pubblico, il ricavato dell'evasione fiscale, la spending review, il miglioramento dei conti conseguente alla riforma delle pensioni e la possibile applicazione in Italia della TTF sulle transazioni finanziarie e di modelli di tassazione progressiva sui redditi ( come quella applicata da Hollande in Francia per quelli superiori a 75.000 euro) o l’introduzione di misure d’imposizione sui grandi patrimoni superiori a 1,6milioni di euro ecc va utilizzato per lo sgravio del cuneo fiscale sui redditi da lavoro e impresa e per il finanziamento di un nuovo welfare del lavoro ( flexsecurity,introduzione del nuovo contratto di lavoro unico a tempo indeterminato a garanzia progressiva per tutti i nuovi assunti e salario di cittadinanza). Nessuno chiede che il debito pubblico scenda più rapidamente di quanto previsto nell'accordo del “fiscal compact” e gli impegni gravosi per il nostro paese,possono essere mitigati da una crescita del PIL reale di uno o due punti sopra l'inflazione. Il punto è pertanto, come è comunemente condiviso, di ritornare a crescere. Le risorse, con il vincolo di bilancio esistente, sono limitate ma qualcosa è fattibile anche come politica nazionale e il ruolo dello Stato è storicamente significativo per i balzi in avanti della struttura economica o per dare una base di sussistenza a chi è escluso C'è chi punta solo sull'attività privata e chi ritiene che sia possibile utilizzare quelle poche
risorse reperite anche con un'azione d’indirizzo dello Stato nell'economia come ad esempio con la predisposizione di un piano energetico nazionale, la realizzazione di un piano industriale, la realizzazione, in project financing e a costo pubblico zero, di grandi progetti di traino nella ricerca,
l’innovazione e le infrastrutture.Quello che non si può fare è invece aggirare i punti ed i paletti inderogabili suesposti per avventurarsi in proposte prive di sostenibilità.E’ augurabile che la scelta del candidato della coalizione di governo effettuata con le primarie del PD si sviluppi all'interno di un
dibattito che tenga conto almeno di questi argomenti.La scelta del leader dovrebbe essere pertanto anche un confronto sul programma e dovrebbe essere vincolante il rispetto di quello vincente da parte di tutti i partecipanti.Il Leader della futura coalizione non potrà tuttavia pensare di conquistare i
consensi necessari alla vittoria solo grazie alla moderazione, la competenza e la ragionevolezza Oltre a questo sarà decisivo per vincere accendere la speranza. C’è motivo di credere che la gente metterà al primo posto la speranza rispetto alla ragionevolezza delle proposte perché il malessere è grande e tocca l'anima e la pancia prima ancora della ragione.Dobbiamo pertanto augurarci che il candidato che vincerà le primarie abbia queste due doti ragionevolezza e capacità di dare speranza.E’ da questo punto di vista che sembra interessante la crescita costante della popolarità della figura di Matteo Renzi. La particolarità della sua azione è da un lato quella di portare avanti con una determinazione unica la volontà di spostare la linea politica del PD verso le posizioni della sinistra liberal e dall’altro di ritenere indispensabile un profondo ricambio della classe dirigente.Non
meno importante appare la sicurezza di poter esprimere posizioni capaci di conquistare anche chi fino ad oggi ha votato nel centro destra. Tutto questo non rinunciando ad essere di sinistra ma ritenendo che le soluzione e le proposte espresse dalla sinistra possano essere le migliori anche per quella parte dell’elettorato che fino ad oggi ha votato diversamente. Alla luce di queste considerazioni c’è da chiedersi se:

1)Non sia più utile, ricompattare attorno a questa figura tutte quelle forze e personalità che all’interno del PD condividono sia l’impostazione della sinistra liberal sia la necessità di un ricambio
dell’attuale classe dirigente modificando contemporaneamente e definitivamente le modalità organizzative di partecipazione

2) Stimolare e condizionare queste forze perché accettino e verifichino la possibilità di integrare nel loro programma tutto quello di ancora di valido e utile è presente in un’impostazione politica tradizionalmente socialdemocratica (come ad esempio la richiesta del salario di cittadinanza, una capacità di indirizzo dello sviluppo industriale ed energetico, una tassazione progressiva sui redditi elevati ecc ecc).

Se Matteo Renzi riuscirà a realizzare questa sintesi, potrebbe essere quel leader del rinnovamento, della ragionevolezza e della speranza di cui la sinistra ha bisogno per governare l’Italia.

 





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