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contributo inviato da team_realacci il 21 settembre 2012

Da rifiuto a eco-design: sedie, bike parking, armadietti o fioriere. E a Dubai nasce la moschea "pulita"

ROMA - Dall'epoca di Rockefeller siamo abituati a parlare di 'barili' di petrolio in termini economici. Ma che fine fanno invece i barili 'fisici' che lo contengono? Nei Caraibi li utilizzano per i concerti di 'steel drums', ma di recente sono diventati protagonisti di alcuni progetti di riciclo creativo. Il designer italiano Roberto Volpe, ad esempio, e' l'autore di un'idea originale in proposito, che consiste nel trasformare i barili di petrolio in parcheggi per le bici. Ma c'e' anche chi ha pensato di trasformarli in comode sedie, poltroncine o sgabelli, sagomandoli in maniera funzionale, dotandoli di cuscini per ottenere delle sedute piu' morbide. Tra le proposte piu' originali, quella della societa' olandese Lockengeloet che li ha trasformati in veri e propri armadietti dai colori sgargianti, con ripiani interni, adatti ad essere posizionati in cucina per riporre piatti, bicchieri e stoviglie in generale, oppure ancora per dedicare uno spazio comodo alle proprie scarpe, ai libri, o per la creazione di una piccola dispensa. E che dire, infine, della loro trasformazione in deliziose fioriere decorative da giardino o in supporti per un tavolo davvero elegante? 

ED ECCO LA MOSCHEA "VERDE" - Anche i luoghi di culto si votano alla 'green culture'. Verra' realizzata a Dubai la prima moschea ecosostenibile al mondo. A concepire l'idea vincente approvata anche dal General Authority of Islamic Affairs and Endowments in Abu Dhabi, non e' stato un archistar internazionale, ma uno studente della Alhosn University, Suhail Mohammen. Il progetto e' stato immediatamente inserito all'interno del 'Vision 2030 Development Plan', il piano di sviluppo sostenibile e di potenziamento dell'efficienza energetica della citta'.

L'utilizzo di tecnologie di bioedilizia "ridurra' dal 15 al 18% il consumo di energia e di acqua da parte della piu' grande moschea mai realizzata, con i suoi 45.000 metri di edificio e una superficie di 105.000 metri quadrati di terreno", spiega l'Amaf. L'ambizioso progetto, che costera' 6.8 milioni di dollari, sara' completato gia' nel 2013, secondo quanto riferito in una nota Dubai, "al fine di poter ospitare il prima possibile ben 3.500 fedeli contemporaneamente". La moschea sara' caratterizzata da ampi spazi verdi e giardini sul tetto per l'isolamento termico. Oltre a pannelli solari per riscaldare l'acqua e la casa dell'Imam, la struttura ospitera' impianti di riciclo per il trattamento delle acque reflue, mentre un sistema computerizzato verifichera' l'efficienza di tutto il materiale elettrico. Anche gli sprechi saranno ridotti al minimo. Largo spazio, ovviamente, all'utilizzo di materiali eco-compatibili. La facciata principale, ad esempio, avra' un rivestimento speciale che la manterra' fresca in estate. La moschea sara' posizionata in modo da sfruttare al massimo la luce naturale, riducendo cosi' il consumo di energia elettrica. Nella costruzione della moschea, "l'amianto e il polistirolo sono stati banditi", precisa la nota. Previste, infine, anche ventole di aspirazione e un termostato programmato ed automatico.

Fonte: Agenzia Dire
www.dire.it
21 settembre 2012

TAG:  PETROLIO  BARILE  RICICLO  CREATIVITÀ  PARCHEGGIO  BICICLETTE  ECO-DESIGN  SEDIE  BIKE PARKING  ARMADIETTI  FIORIERE 

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