.
contributo inviato da team_realacci il 20 settembre 2012

Al Ministro della Salute
Al Ministro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali
Al Ministro per gli Affari Europei

Per sapere premesso che

  i risultati di una ricerca francese dell’Università di Caen rappresentano un ulteriore elemento che spinge a frenare sull’introduzione di organismi geneticamente modificati nel nostro Paese. Tanto più tenuto conto dei caratteri distintivi dell’ agricoltura italiana, che vanta il più alto numero europeo di produzioni di qualità e prodotti riconosciuti: ben 239 tra Dop, Igt e Stg;

 recentissime agenzie di stampa e alcuni articoli usciti sulla stampa nazionale, ad esempio su “Il Sole 24Ore” e “Il Fatto Quotidiano”del 20 settembre 2012, riportano la notizia secondo cui gli “OGM” hanno un sicuro effetto tossico sugli animali alimentati con mangimi contenti organismi geneticamente modificati;

 è questo il risultato di un ampio studio sulla tossicità del mais transgenico Nk 603, che nell’Unione Europea non può essere coltivato ma ne è lecita l’importazione, e del Roundup, un erbicida molto diffuso prodotto dalla multinazionale statunitense Monsanto, realizzato su 200 topi da Gilles-Eric Seralini, ricercatore di biologia fondamentale e applicata all'Università di Caen, e pubblicato sulla rivista “Food and Chemical Toxicology”. Le conclusioni dello studio francese rilevano un effetto tossico del mais transgenico e del Roundup sull'animale e portano a pensare che essi siano tossici anche per l'uomo: diversi test effettuati su cellule umane vanno pericolosamente nella stessa direzione;
 
 la ricerca di laboratori d’Oltralpe  è stata realizzata per due anni su 200 ratti rilevando che anche a piccole dosi, l'assorbimento a lungo termine di questo mais, cosiccome nel caso del Roundup, agisce come un veleno potente e molto spesso mortale, i cui effetti colpiscono prioritariamente i reni, il fegato e le ghiandole mammarie. Al diciassettesimo mese dell’esperimento si è osservato che i ratti alimentati con gli Ogm avevano una mortalità di cinque volte superiore rispetto agli altri;

 a livello dell’Unione europea solo due varietà transgeniche sono autorizzate per la coltivazione, il mais Mon 810, ancora di Monsanto, e la patata Amflora di Basf. Molti Paesi hanno applicato il divieto mediante una moratoria, tra la Francia e anche l’Italia. Solo il Mon 810 è davvero coltivato nella Ue, anche se soprattutto in Spagna, per l’80% della superficie totale. Altri 44 prodotti Ogm sono poi stati autorizzati da Bruxelles per la commercializzazione, come il mais Nk 603, al centro dello studio. Sono importati e perlopiù utilizzati per alimentare il bestiame che però deve essere abbattuto entro i 5 anni di vita per non registrare effetti negativi sulla salute dell’animale stesso, rispetto ad una aspettativa di vita di 15-20 anni;

 se i Ministri interrogati intendano riferire sul risultato del sopraccitato studio e quali misure urgenti intendano mettere in campo, per quanto di competenza, al fine di salvaguardare la qualità agricola nostrana e la sicurezza alimentare nel nostro Paese. Se non intendano poi monitorare e rendere noti gli effetti dell’utilizzo in agricoltura e l’impiego nell’allevamento animale di mangimi OGM, ad esempio a base di mais geneticamente modificato, e tutti gli effetti sulla salute pubblica. Da ultimo se non si ritenga utile proporre a livello comunitario un protocollo unico per compiere studi “di lunga durata”, anche a livello epidemiologico, degli sugli effetti degli OGM sugli animali e il loro riflesso sulla salute umana.
Roma, 20 settembre 2012
Ermete Realacci

TAG:  SALUTE  CATANIA  RICERCA  UNIVERSITÀ  STUDIO  AGRICOLTURA  OGM  INTERROGAZIONE  FRANCESE  MAIS  CAVIE  TOSSICO  BALDUZZI  CAEN 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
26 gennaio 2009
attivita' nel PDnetwork