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contributo inviato da professional consumer il 18 settembre 2012

 Signori si cambia: la crisi non fa sconti, anzi costringe a rifare i conti.

Essì, quei vantaggi di alcuni, fin qui tenuti stretti, vacillano.

Quei tizi un pò attempati che hanno i patrimoni investiti negli immobili, messi al pizzo nei conti correnti, acquistanti Bot-Btp-Cct non dormono più sonni tranquilli.

I prezzi delle case scendono, i conti in banca frenano la rivalutazione, le obbligazioni hanno il fiato grosso.

Quei risparmi di reddito insomma si erodono. Tu ti rodi: che fai?

E tu, giovanil virgulto, fin ieri a zonzo tanto paga Pantalone, cerchi lavoro?

Quel lavoro poco qualificato, mal pagato, precario, fatto fare agli “estranei”?

Ennò, noi vigorosi, noi datati di capitale umano; noi della propensione a spendere, se avessimo da spendere, cerchiamo altro.

E quando con la crisi questo, e poco altro, offre il mercato che fai?

Ta-da-adattà, prendi quel che passa il convento.

Migri o cacci i migrati?

Se resti, torneranno a migrare i migranti; mancherà la loro spesa al Pil.

Se migri mancherà la tua, quella foraggiata da papà.

Comunque vada, chi resta avrà redditi insufficienti* ad acquistare quanto prodotto, inasprendo la crisi.

Chiunque vada** incrocerà altri migranti proprio quelli attempati che avranno convenienza ad andare dove i loro risparmi, in moneta forte, verranno rivalutati da monete deboli ed economie povere.

Lì però non qui.

Lì spenderanno.

Lì daranno una mano al Pil, non qui!

 

*Un dipendente straniero percepisce 973 euro al mese, 316 in meno di un dipendente italiano, che guadagna meno dei colleghi europei .  Lo dice uno studio della Fondazione Leone Moressa. Il reddito è tornato ai livelli di 10 anni fa. Dati dell'ufficio studi della Cgia di Mestre.

 

**Operai, badanti, infermieri, perfino prostitute: per colpa della crisi, gli immigrati lasciano l'Italia. Lo dice Giovanni D'Agata, fondatore de: www.sportellodeidiritti.org. Rivela: «In quattro anni, si è ridotto di oltre tre quarti il numero di arrivi ed è aumentata notevolmente la quantità di partenze». 

 

Mauro Artibani

Studioso dell’Economia dei Consumi

www.professionalconsumer.wordpress.com

 

 

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