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contributo inviato da Stefano51 il 15 settembre 2012


Chiedo scusa per la lunga assenza. Sono stato impegnato in una avventura culturale (torneo Ioscrittore) e il mio romanzo Ben Nahid è risultato finalista insieme ad altri 29. Ora diventerà un ebook del gruppo editoriale Mauri&Spagnol (che raccoglie sotto di se Longanesi, Garzanti e altre 11 prestigiose case editrici italiane ed estere), e se avrà buone gambe forse diventerà anche di carta, incrociate le dita con me.

Torniamo a noi. Renzi piace ai pidiellini, Bersani non piace ai giovani del PD. Favia non piace a Grillo e Di Pietro non piace a molti grillini. Monti piace tanto a Casini e a Fini e piace poco o niente a una buona metà degli italiani. L’Italia va in malora e la politica si sta riducendo a una specie di face book, inutile e anche un po’ sfottente nei confronti dei cittadini che continuano a passarsela male. Lo spread è sceso sui 330 punti, la Merkel sembra aver fatto pace con Draghi e Monti chiede pazienza per la recessione, perché “dopo” arriveranno i frutti del suo lavoro.

Intanto fare il pieno di benzina è diventato un atto da ricchi, con venti euro non riesci a infilare nel serbatoio dieci litri. I baristi furbi continuano a scontrinare un cliente sì e uno no e il fisco continua a punire soprattutto la classe medio bassa, se calcoliamo la somma fra imposte dirette e indirette e la diversificata capacità di evasione fra lavoratori dipendenti e pensionati. Le pensioni sono state taglieggiate a dovere e così i contratti, per chi ha ancora la fortuna di averne uno collettivo. Lo statuto dei lavoratori è archeologia di basso valore ( sempre secondo Monti e madonnina Fornero) e Marchionne può infischiarsene indisturbato di mantenere le sue promesse.

Questa è l’Italia che sta pagando la seconda rata dell’IMU e si appresta a resistere a un inverno di fame e di disagi mentre il parlamento gioca a mettere e togliere “mipiace” a questo o a quello. Indecoroso surplace da destra a sinistra, si fa di fatto una campagna elettorale badando sempre bene a non attaccare mai frontalmente il premier per la sua strategia smaccatamente liberista. Chi avesse ancora il dubbio che l’Italia non sia stata commissariata dalla finanza internazionale, oggi può toglierselo. Se proprio devo votare PD, voterò alle primarie per Laura Puppato, che non le ha mai mandate a dire a nessuno e si è data ben da fare per il suo territorio. Una donna, una amministratrice attenta all’ambiente e agli sprechi, un politico per sua fortuna non logorato dal tritacarne dei media. Provate a leggere che cosa dice e poi decidete. Questa la sua pagina FB

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it 

TAG:  CRISI  ELEZIONI  PRIMARIE  PUPPATO  BEN NAHID ROMANZO 

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