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contributo inviato da donato piccinino il 2 settembre 2012



Carlo Maria Martini ha lanciato messaggi a tutti. E' questa la forza che promana da un simbolo della Chiesa moderna e che lascia un segno indelebile per credentie e non credenti.

In molti hanno subito ricordato il ruolo e l'autorevolezza del Cardinale all'interno del percorso di rinnovamento della Chiesa  e la difficoltà ad accogliere le sue aperture (o meglio a condividere il suo coraggio).

Per me, prima di tutto, Martini è il fine biblista, il teologo vero amante della Parola di Dio che ha saputo scandagliare, leggere, interpretare e portare a tutti, con bellissime parole e caritatevoli esempi, il messaggio rivelato nei testi sacri.

Era consapevole che siamo chiamati a unirci con gioia al mistero della salvezza: "...vorrei ora sottolineare l'attesa della manifestazione del Signore, la fiducia di essere confermati fino alla fine, la tensione di speranza verso il dono, verso l'apparizione definitiva e piena di Gesù. Attesa che è una caratteristica essenziale del cristiano e della comunità cristiana. Siamo di fronte a un tema che non approfondiremo mai abbastanza; tutti noi, come le prime comunità, rischiamo infatti di appiattirci sul momento presente lavorando magari con grande impegno, e però senza prospettiva profetica del futuro, del ritorno del Signore" (tratto da Suonerò per te sull'arpa a dieci corde).

Stamane, visitando la cripta della Chiesa di Sant'Anna a Trani, prima sinagoga della città, ho ripensato alla sua grande missione pastorale mentre leggevo sullo stipite: Cogitavi dies antiquos et annos aeternos in mente habui.

TAG:  CHIESA  MARTINI  SERVIZIO  CARDINALE  MISSIONE  PAROLA DI DIO 

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