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contributo inviato da ilbarbarosognante il 27 agosto 2012

Ascoltare, confrontare tutte le campane è doveroso. E’ l’essenza della democrazia.

Ma chi pensa di sfruttare il cantiere della Città Metropolitana per dare unicamente sfogo al campanilismo, sappia che non fa del bene al proprio territorio: lo condanna semmai a perdere un’occasione irripetibile di sviluppo.

L’approvazione del decreto-legge sulla spending review ha finalmente sancito, dopo anni di discussioni, la nascita di questo nuovo ente. Un’istituzione, vale la pena ribadirlo, di grande rilievo, visto che verrà insediata in sole 10 aree italiane, tra cui la nostra.

Solo questo dato dovrebbe rendere tutti consapevoli ed orgogliosi del fatto che il veneziano entra a far parte di un ristrettissimo elenco di aree di punta a livello nazionale.

Contemporaneamente le Province diventeranno enti di secondo grado, con poteri dunque inferiori rispetto a quelli che vengono riconosciute alle Città Metropolitane.

Quale convenienza può avere dunque chi decide di star fuori da questo circuito?

Dopo anni in cui si è assistito ad un graduale e costante indebolimento degli enti locali, non solo a causa della contrazione delle risorse finanziarie, la città Metropolitana porta ora con sé una serie di poteri forti, a beneficio di tutte le realtà che ne faranno parte. Tutto questo in un rapporto di coinvolgimento sostanziale e non, come vorrebbero far credere i neo-conservatori, di sottomissione alla città capoluogo.

Certo, il sindaco di Venezia e il presidente della Provincia hanno il compito, riconosciutogli per legge, di coordinare questa fase, fatta di dialogo per arrivare alla definizione dello Statuto della Città Metropolitana.

Ma parliamo di uno Statuto che può conferire alla Città Metropolitana poteri oggi in mano alla Regione o allo Stato e attribuire funzioni ai Comuni che ne fanno parte, anche in forma differenziata per determinate aree territoriali. E parliamo soprattutto di una legge che consente allo Statuto di prevedere l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio metropolitano.

Non esiste insomma alcun sovrano assoluto, come in modo ingannevole vuol far credere proprio chi punta a mantenere saldo, tra le proprie mani, un potere localistico.

E’ questa, piuttosto, la vera morsa che tiene in ostaggio tante realtà che invece potrebbero trovare nuovo ossigeno e forza nella Città Metropolitana.

Infine un auspicio: non si dimentichi in questa fase anche l’ascolto ed il confronto con le categorie produttive ed economiche che, oltre alle amministrazioni locali, devono rappresentare un punto di riferimento per disegnare progetti e strategie che la Città Metropolitana può e deve realizzare per il veneziano.

Partecipazione, confronto intenso ma senza barricate: il nostro futuro si costruisce con il coraggio del cambiamento e con una visione ampia, non ristretta al cono d’ombra di un campanile.

 

Andrea Martella

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Passate le polemiche su chi deve convocare le riunioni ( a volte vale più una buona colazione di lavoro che 100 riunioni politiche) penso che sia bene concentrarci su cosa vogliamo dalla nuova Città Metropolitana di Venezia.

 Con il passare delle ore ci si sta rendendo conto che quanto previsto dall’art. 18 del D.L. 95/12 (spending review) convertito in Legge il 7 agosto u.s. dal Parlamento, può diventare una straordinaria occasione per rilanciare il territorio.

 Ci voleva una crisi straordinaria come quella che stiamo attraversando dal 2008  per arrivare a rivedere i modelli organizzativi e di governo adeguandoli alle mutate realtà sociali e economiche.

 In modo particolare, la necessità di abbassare drasticamente i costi della macchina pubblica ha imposto la revisione dei modelli di governance: noi diciamo che la cosa va fatta  garantendo sui territori il massimo di coesione sociale e partecipazione democratica.

 La decisione contenuta nel D.L. citato di affiancare alla revisione delle Province anche la costituzione della Città Metropolitana (tra le altre) di Venezia, offre quindi un’occasione irripetibile.

La contestuale riorganizzazione territoriale e gestionale, mentre depotenzia le altre province, fa assumere alla Città Metropolitana un ruolo di specialità. Non a caso dai politici di Verona sono cominciate ad arrivare bordate a Venezia, a loro dire, capoluogo di Regione immeritato e accentratore,  e a chiedere il ruolo di Città Metropolitana anche per la città  scaligera. Cose che rendono le polemiche per andarsene ad altra provincia assolutamente fuori tempo e luogo e magari ci costringeranno in futuro a pensare a Città Metropolitane certamente piú ampie.

Non stiamo parlando di astrusa ingegneria istituzionale ma di modalità ed efficacia di erogazioni a servizi pubblici, dalla sanità ai servizi sociali, dalla raccolta dei rifiuti al tpl, dalla sicurezza al ciclo integrato delle acque ecc.: tutti temi che incidono sulla carne viva dei cittadini.

Nel tentativo di semplificare il quadro dobbiamo garantire livelli di gestione a costi minori  (dalle unioni e fusioni di Comuni ai  servizi associati) e nel contempo mantenere in capo ai Sindaci la responsabilità e la rappresentanza dei singoli ambiti comunali.

Insomma una governance  in grado di decidere, di essere vicina ai cittadini e di partecipare concretamente al risanamento del Paese.

Non servono nuovi enti (in Parlamento abbiamo presentato proposte di Legge per  eliminare i cda degli enti di secondo livello) ma ad esempio valorizzare  le conferenze dei sindaci organismi con potere decisionale effettivo.

Le recenti vicende legate alla soppressione delle sezioni staccate dei Tribunali, con la chiusura di tutte le sedi della Provincia di Venezia, confermano che senza una governance territoriale gestita dai Sindaci si arriva solo ad un impoverimento in termini di servizi e di vicinanza delle istituzioni ai cittadini. Non si possono ridurre queste cose ad una questione campanile, ma ci vuole  una nuova consapevolezza dei gruppi dirigenti (politici e non).

La norma parla chiaro: nello Statuto della nuova Città Metropolitana è possibile che funzioni e relative risorse vengano assegnate dalla Città Metropolitana a singoli Comuni o associati tra di loro.

Ci sono strumenti di Legge che devono essere fatti funzionare comela Legge Regionale16/93 che  ha istituito la conferenza dei Sindaci della Venezia Orientale: è uno strumento che può decidere sulle grandi scelte che riguardano la vita dei 200.000 cittadini che la abitano, compresa la prima area turistica d’Italia rappresentata dal litorale veneziano. Lo statuto della Città Metropolitana puó offrire una concreta e maggiore operatività così come potrebbe accadere per altre parti del territorio provinciale oltre il Comune capoluogo (si pensi al Miranese,  alla Riviera del Brenta o a Chioggia).

Allora il confronto con Venezia non sarà più quello squilibrato legato a una memoria buona solo per gli storici, ma renderà il patrimonio mondiale di innovazione, cultura e conoscenza  della città lagunare un bene fruibile per tutto il territorio che le sta attorno.

Solo cosíla Città Metropolitanadi Venezia sarà una grande occasione e non un’occasione sprecata.

Rodolfo Viola

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Città Metropolitana
di Venezia

D.L. 95 del 6 Luglio 2012

 Art. 18 del D.L. 95/12

. COMMA 1

Sopprime le Provincie di… Venezia….e istituisce contestualmente
le relative Città Metropolitane.

. COMMA 2

Il Territorio coincide con quello della Provincia fatto salvo il potere
dei Comuni interessati di deliberare, con atto del Consiglio,
l’adesione alla Città Metropolitana o l’adesione a Provincia
limitrofa. Lo Statuto può prevedere, su proposta del Comune
capoluogo, un’articolazione dello stesso in più Comuni.

Art. 18 del D.L. 95/12

. COMMA 3 ORGANI della CITTA’ METROPOLITANA

. Il Consiglio Metropolitano

. Il Sindaco Metropolitano

. COMMA 3 bis

Conferenza Metropolitana formata dai Sindaci dei Comuni del
territorio e il Presidente della Provincia con il compito di elaborare
ed approvare lo Statuto della C.M.

Lo Statuto è approvato a maggioranza dei 2/3 dei componenti la
Conferenza e comunque con il voto favorevole del Sindaco del
Capoluogo e del Presidente della Provincia.

Art. 18 del D.L. 95/12

. COMMA 3 ter

In caso di mancata approvazione dello Statuto entro la scadenza
prevista al comma 2 bis (31 ottobre 2013), il Sindaco Metropolitano è
di diritto il Sindaco del Comune capoluogo fino alla data di
approvazione dello statuto definitivo nel caso in cui preveda
l’elezione del Sindaco secondo le modalità di cui al Comma 4 lettere
b) e c).

. COMMA 3 quater

La Conferenza di cui sopra cessa di esistere alla data di
approvazione dello Statuto o in mancanza il 1 Novembre 2013.

Art. 18 del D.L. 95/12

. COMMA 4

Lo Statuto può prevedere che il Sindaco Metropolitano:

.sia di diritto il Sindaco del Comune capoluogo;

.sia eletto con le modalità stabilite per il Presidente della Provincia;

.sia eletto a suffragio universale ai sensi del D.Lvo 267/2000 come
per il Presidente della Provincia.

N.B.: E’ stata abrogata dal Senato la disposizione prevista nel testo
originario che, in prima applicazione, il Sindaco della C.M. fosse
quello del Comune Capoluogo.

Art. 18 del D.L. 95/12

. COMMA 5

Il Consiglio Metropolitano è composto da 12 Consiglieri (C.M. da
800.000 a 3.000.000 ab.)

. COMMA 6

I componenti del Consiglio Metropolitano sono eletti tra i Sindaci e
i Consiglieri Comunali del territorio. L’elezione avviene secondo le
modalità previste alle lettere b) e c) del comma 4. L’elezione avviene
contestualmente a quella del Sindaco Metropolitano (lettera b) o
entro 45 gg dalla stessa (lettera a).

Art. 18 del D.L. 95/12

. COMMA 7 Funzioni della Città Metropolitana

1. Funzioni fondamentali delle Province:

. Pianificazione territoriale provinciale di coordinamento, nonché
tutela e valorizzazione dell’ambiente;

. Pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale,
trasporto privato, costruzione classificazione e gestione strade
provinciali. Pianificazione territoriale generale e delle reti
infrastrutturali;

2. Strutturazione dei sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici,
nonchè organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di
ambito metropolitano;

3. Mobilità e viabilità;

4. Promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale.

Art. 18 del D.L. 95/12

. COMMA 8 Risorse

Alla Città Metropolitana spettano:

. Il patrimonio e le risorse umane strumentali della Provincia
soppressa a cui la C.M. subentra in tutti i rapporti attivi e passivi.

. Risorse finanziarie art. 23 (fondo perequativo) e 24 (sistema
finanziario delle C.M.).

Entro 3 mesi dall’entrata in vigore del presente decreto è adottato il
DPCM che stabilisce fonti di entrata per le C.M.

Art. 18 del D.L. 95/12

. COMMA 9 Statuto Definitivo

Lo Statuto definitivo è adottato dal Consiglio Metropolitano a
maggioranza assoluta entro 6 mesi dalla prima convocazione previo
parere dei Comuni da esprimere entro 3 mesi dalla proposta di
statuto.

L’approvazione della statuto da parte del Consiglio Metropolitano
rappresenta un mero fatto formale vista la procedura rinforzata
prevista dal comma 3 bis che prevede l’approvazione da parte della
Conferenza Metropolitana.

Art. 18 del D.L. 95/12

. COMMA 9 Contenuti dello Statuto e dello Statuto Definitivo

.Regolano l’organizzazione interna e le modalità di funzionamento
degli organi e di assunzione delle decisioni;

.Regolano le forme di indirizzo e di coordinamento dell’azione
complessiva di governo;

.Disciplinano i rapporti tra i comuni facenti parte della C.M. e le
modalità con le quali la C.M. può conferire funzioni ai Comuni o alle
Associazioni di Comuni del territorio con il contestuale trasferimento
delle risorse umane strumentali e finanziarie per il loro svolgimento;

.Prevedono le modalità con le quali i Comuni del territorio possono
istituire accordi con la C.M.;

.Regolano le modalità con le quali i Comuni non ricompresi possono
istituire accordi con la C.M. .

Art. 18 del D.L. 95/12

. COMMA 10 Remunerazione delle cariche

La titolarità delle cariche metropolitane non comporta la spettanza
di alcuna forma di remunerazione.

.COMMA 11 bis

Lo Stato e le Regioni attribuiscono ulteriori funzioni alle C.M. in
attuazione ai principi di sussidiarietà, differenziazione e
adeguatezza ai sensi del primo comma Art. 118 della Costituzione.

Art. 18 del D.L. 95/12

TEMPISTICA DEGLI ADEMPIMENTI

» La Conferenza della C.M. entra in vigore dalla data di conversione
della Legge (data pubblicazione nella G.U.) 9 agosto 2012??

» 31 ottobre 2013 approvazione statuto da parte della Conferenza della
C.M.

» Lo statuto resta in vigore fino ad approvazione dello statuto definitivo
che deve essere approvato entro 6 mesi dall’insediamento del Consiglio
Metropolitano.

» La Conferenza della C.M. decade il 1 novembre 2013 o alla data di
approvazione dello Statuto

Art. 18 del D.L. 95/12

» Il 1 Gennaio 2014 istituzione della C.M.

» I componenti il Consiglio Metropolitano sono eletti contestualmente
al Sindaco (elezione indiretta) o entro 45 giorni dall’elezione del
Sindaco della C.M. se coincide con quello del Comune capoluogo

» Entro 3 mesi dall’entrata in vigore del presente decreto, dovrà
emanato un DPCM per stabilire le risorse finanziarie.

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