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contributo inviato da Claudia Castaldini il 17 agosto 2012

Se è necessario (e lo è) muovere una critica ai recenti Decreti sulle rinnovabili, questa riguarda principalmente la filosofia che sottende l'elaborazione tecnica:  si è scelta la strada dei meccanismi destinati a regolare e limitare la crescita delle rinnovabili, invece di disegnare un percorso utile al loro sviluppo e al progressivo affrancamento dai sistemi di incentivazione.
Sono stati pubblicati lo scorso luglio sulla Gazzetta Ufficiale i Decreti attuativi del Dlgs. 28 di marzo 2011, uno per il fotovoltaico e uno per le altre fonti di energia rinnovabile. Sono state accolte richieste che provenivano dalle Regioni e dalle Associazioni di settore, ma soltanto in parte. Ciò che non cambia, naturalmente, è l'impostazione che sostanzialmente tende a burocratizzare e contingentare la crescita delle rinnovabili, delineando un approccio contorto di cui di certo non si sentiva il bisogno.
I Decreti contengono alcune caratteristiche positive, come il maggior peso dato ad aspetti finora erroneamente ritenuti secondari come efficienza energetica e recupero di calore, utilizzo di materia di scarto, geotermia, e al solare a concentrazione, tecnologia italiana che presenta notevoli potenzialità. Queste modifiche erano necessarie e attese da molti, e potranno influire positivamente sui processi in atto.
Ma tutto ciò non basta a rimediare agli obblighi e agli oneri introdotti, dai registri ai meccanismi delle aste, ad un contingentamento che mira ad "uno sviluppo ordinato e sostenibile delle energie rinnovabili" secondo le parole del Ministero dello Sviluppo Economico, e con tutta probabilità a limitare i contributi gravanti in componente A3 della bolletta elettrica nelle intenzioni del Governo. Ricordando che per le rinnovabili spendiamo circa il 13% del totale in bolletta (per dettagli in proposito, vedi post del 22 aprile scorso).
In realtà, le rinnovabili andrebbero accompagnate verso l'affrancamento dai sistemi di sostegno economico, e non limitate per fare ordine. Stiamo affrontando una transizione verso una generazione sempre più distribuita e a basso impatto ambientale, transizione che andrà avanti in ogni caso per le caratteristiche che stanno assumendo le rinnovabili:  riduzione dei costi di investimento, buon rendimento, vantaggi tecnici. Il percorso va delineato e guidato, con l'adeguamento delle reti, la gestione dell'intermittenza e degli accumuli, un indirizzo verso l'autoconsumo e verso un'interfaccia intelligente con il consumatore che non sarà più acquirente passivo, ma attore di un sistema diffuso di produzione/consumo di energia. Accanto, va creata una cornice che consenta alle nostre imprese di settore di presentarsi competitive sui mercati internazionali, e non mancano le opportunità.

I Decreti si trovano agli indirizzi seguenti.
Per il fotovoltaico:
http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-07-10&task=dettaglio&numgu=159&redaz=12A07629&tmstp=1342001767591

Per le altre rinnovabili:
http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-07-10&task=dettaglio&numgu=159&redaz=12A07628&tmstp=1342001767592
 

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