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contributo inviato da donato piccinino il 7 agosto 2012
Ieri tre medaglie ma i titoli sui giornali di oggi non sono stati per Niccolo Campriani, Massimo Fabbrizi e Matteo Morandi. Solo per Alex Schawzer e l'incubo del doping.

Avrei preferito l'inversione delle notizie.
(Ma ci sarà mai lo stesso interesse per le buone novelle invece di quelle cattive?)

Sento di andare controcorrente perchè la storia di Alex è una storia triste, fatta di cattvi pensieri, di consigli sbagliati in una società drogata alla ricerca sempre dell'impresa.
Ma è una vicenda umana di debolezze ed errori, racconta una rovinosa caduta dopo aver conosciuto l'ebbrezza del gradino più alto del podio.
Ha scelto un percorso da condannare, ha buttato al vento il lavoro di molti che hanno creduto nel progetto verso Londra, ha tradito la fiducia di chi gli è stato accanto, l'attesa dei tifosi e di un intero Paese.

Da storie come quella di Alex non si prende spunto per seguire la posizione più comoda al momento: quella dell'accusa.
Con coraggio si prende sempre esempio, per capire che i risultati si raggiungono con altri metodi come il sacrificio, l'impegno e la passione.

Stamane da Casa Italia, a Londra, hanno rimosso il grande poster di Alex Schawzer. Ma Alex non deve essere lasciato solo. Adesso è la prova più difficile.

Non mollare.


TAG:  LONDRA  DOPING  ATLETICA  OLIMPIADI  SCHWAZER 

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