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contributo inviato da Claudia Castaldini il 6 agosto 2012

Alcuni aggiornamenti sul fronte del clima possono servire a capire come si evolve la situazione, e magari anche il caldo che stiamo sopportando ormai da giugno. La Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration degli USA) ha pubblicato il rapporto State of Climate 2011, scaricabile sul sito e presentato con una sintesi immediatamente consultabile. Ancora una volta, e nonostante che le anomalie delle temperature tendano a stabilizzarsi da alcuni anni, i dati mostrano una serie di modifiche al sistema climatico globale notevoli, riconosciute, e tuttora allo studio nelle cause, nelle interazioni, e nei percorsi che assumeranno nel futuro.
Persistono innanzitutto differenze nelle temperature rispetto alla media calcolata sul periodo 1981-2010 di notevole entità e diverse nei vari luoghi:  si segnala il riscaldamento medio globale, con i già noti e più volte sottolineati massimi nel Nord della Terra e in particolare nella Siberia, nel Canada e in tutta l'area artica. Contemporaneamente, l'estensione ghiacciata del mare Artico è stata nel 2011 molto inferiore all'estensione media 1979-2000. Questo fatto comporta delle conseguenze pesantissime sugli ecosistemi di tali zone, che rischiano di allontanarsi dall'equilibrio in modo irreversibile.
Aumenta inoltre il livello del mare, che dal 1993 è cresciuto circa 50 millimetri, con un aumento medio di 3 millimetri all'anno. L'oceano sale particolarmente in alcune zone, come l'Indonesia e l'Oceano indiano, esponendo le coste di numerose isole e dell'Australia.
Al contrario, la temperatura negli strati alti dell'atmosfera sta diminuendo, dando origine ad un raffreddamento della stratosfera anomalo che, fra l'altro, contribuisce a ridurre lo strato di ozono che ci protegge sull'emisfero Nord. Dai rilevamenti risulta inoltre che lo scorso mese di maggio è stato il secondo più caldo dal 1880, e che lo scorso giugno è stato il quarto più caldo, nello stesso periodo, confermando una serie di record che continuano in sequenza da anni.
Tornando a noi e all'estate calda, risulta che anche in America, praticamente in tutti gli Stati Uniti, stanno affrontando situazioni descritte come "anormalmente secche" o "eccezionalmente aride".
La persistente siccità nel nostro Paese sta causando danni rilevanti all'agricoltura, la disponibilità di acqua sta diventando un problema, gli ecosistemi soffrono cambiamenti che sono troppo veloci per adeguarvisi.  Il tutto sarà da amministrare (con giudizio).

Il rapporto State of the Climate in 2011: Highlights si trova al seguente indirizzo:
http://www.climatewatch.noaa.gov/article/2012/state-of-the-climate-in-2011-highlights
 

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