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contributo inviato da Achille_Passoni il 31 luglio 2012


Stiamo discutendo in Aula la conversione definitiva del decreto che finanzia gli interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dai terremoti in Emilia-Romagna del 20 e 29 maggio. Spero che la conversione avvenga a breve, nonostante l’incredibile intervento del senatore D’Alì, relatore del provvedimento e presidente della Commissione Ambiente, che si è espresso contrariamente proprio al mandato ricevuto dalla sua Commissione, con ragioni campanilistiche davvero scandalose in virtù della tragicità dell’evento di cui stiamo parlando.

È davvero bieco l’atteggiamento di chi paragona la propaganda dell’ex governo Berlusconi sull’Aquila al comportamento del governo Monti, che con serietà sta cercando di trovare i fondi necessari per far fronte all’emergenza e affrontare la ricostruzione. O di chi cerca in tutti i modi di introdurre nel decreto sanatorie edilizie per altri territori, cosa che ha costretto il Governo a porre il voto di fiducia impedendo un voto unanime quanto mai opportuno per un provvedimento di questo tipo. Ma tant’è...

Entrando nel merito, il decreto definisce risorse (2,5 miliardi in 3 anni) e procedure per la ricostruzione. Lo fa assumendo ponendo al centro il territorio e il rispetto delle autonomie, valorizzando le competenza di ciascun livello di governo locale. Peraltro, in questa stessa stessa settimana, al Senato approveremo vari provvedimenti che contengono misure in favore delle popolazioni e dei territori colpiti dal sisma: in primis il decreto sulla crescita, che definisce le misure per la gestione della ricostruzione degli edifici industriali, e provvedimenti per sostenere la ripresa produttiva (incentivi per l’acquisto di macchinari, credito d’imposta per l’assunzione di personale qualificato, fondi per il patrimonio civile e culturale).

Come ho già spiegato qui sul blog poi, l’approvazione del decreto sulla spending review garantisce proprio il reperimento delle risorse per il finanziamento della ricostruzione, stanziando ulteriori 4,5 miliardi – per un totale di 6 miliardi + 1 del precedente decreto – per la ricostruzione delle abitazioni e degli opifici. Sono risorse che serviranno a controgarantire i mutui che cittadini ed imprenditori accenderanno per la ricostruzione.

Un intervento importante, indispensabile nonostante la fase di crisi in cui ci troviamo e la difficoltà a reperire risorse pubbliche. Una solidarietà dovuta che non può mai mancare di fronte a tragedie come questa: gli Italiani sanno che l’Emilia ferita saprà restituire ciò che oggi riceve, in solidarietà e risorse, continuando a produrre ricchezza e tensione civile in favore di tutto il Paese.
TAG:  TERREMOTO  EMILIA  FINANZIAMENTI  RICOSTRUZIONE 

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