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contributo inviato da team_realacci il 17 luglio 2012

Roma, 17 luglio 2012

Enel e Italia dovrebbero ringraziare referendum nucleare

“Gli ulteriori ritardi con grave incremento dei costi, sia nel nuovo reattore Epr di terza generazione della centrale nucleare finlandese di Olkiluoto che in quello della centrale di Flamanville in Francia, confermano la saggezza e la lungimiranza degli italiani che, con il referendum del giugno 2011, hanno bloccato il ritorno al nucleare. Se in questo grave momento di crisi l’Enel fosse impegnata in un'impresa tanto rischiosa e costosa, oltre che sull’azienda il disastro economico sarebbe ricaduto certamente sulle tasche dei cittadini. Mentre il risparmio e l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili, l’innovazione e la ricerca continuano ad essere la via maestra che si deve percorrere per rendere il nostro Paese più competitivo”, lo afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del PD, commentando la nota con la quale la Tvo ha annunciato che la centrale di Olkiluoto non potrà entrare in servizio neanche nel 2014 (la previsione iniziale era il 2009).

 

Ufficio stampa On. Realacci

TAG:  CRISI  FINLANDIA  REFERENDUM  TERZA GENERAZIONE  RITARDI  NUCLEARE  COSTI  RINNOVABILI  EPR  REATTORE  OLKILUOTO  FLAMANVILLE 

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