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contributo inviato da Achille_Passoni il 11 luglio 2012


Le prospettive dell’Ocse sull’occupazione confermano ancora una volta che la crisi non mollerà a breve la sua presa sull’Europa, e in particolare sul nostro Paese. Secondo le stime, la disoccupazione dovrebbe raggiungere il 9,4% quest’anno, per poi continuare ad aumentare sin quasi al 10% nel 2013. Un altro anno di passione dunque soprattutto per chi si affaccia per la prima volta nel mercato del lavoro, per i giovani, se è vero che - come conferma l’Istat - la disoccupazione giovanile ha raggiunto il record del 36%, e nel 2011 l’indice di precarietà ha sfiorato il 50%, rispetto al 46,7% del 2010 e al 44,4% del 2009.

È la crisi occupazionale la vera emergenza da affrontare per i governi d'Europa, comunque si leggano i dati: senza crescita e investimenti il lavoro non c’è, le fasce più a rischio come giovani e donne restano tagliate fuori e non possono dare il proprio contributo per la ripresa, in una spirale che sembra senza fine. I numeri sono allarmanti perché non si vede una via d’uscita, se pensiamo che quel tasso di disoccupazione giovanile al 36,2% è il picco più alto mai raggiunto sia dall’inizio delle serie storiche mensili (gennaio 2004) che di quelle trimestrali (1992).

La situazione è gravissima in tutto il Continente: i disoccupati europei erano a maggio quasi 25 milioni, di cui 17 milioni e mezzo nell’Eurozona. Sono 151 mila in più rispetto al mese precedente in tutta Europa, e 2 milioni in più rispetto a un anno fa. Lo scenario è davvero preoccupante, e il Pd lo dice da tempo: è necessario intraprendere misure a livello europeo per promuovere la crescita e l’occupazione, e in questo senso l’azione del governo italiano sta andando nella direzione giusta. Ora però bisogna agire, al più presto.
TAG:  GIOVANI  LAVORO  ECONOMIA  SVILUPPO  CRESCITA  DISOCCUPAZIONE  ISTAT  UE  EUROPA 

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