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contributo inviato da Achille_Passoni il 12 luglio 2012


Non c'è che dire. Con le parole sulla concertazione, il Presidente del Consiglio ha tirato una bomba ad alto potenziale sulla scena sociale e politica. La sua contrarietà al metodo concertativo era ampiamente nota, tant'è che ha evitato accuratamente di praticarlo sia sulle pensioni, sia sul mercato del lavoro, sbagliando clamorosamente in entrambe le occasioni, come ho avuto modo di spiegare in più di una occasione. Quel che non immaginavo è il giudizio che ha espresso circa il fatto di considerare gli accordi tra esecutivo e parti sociali fin qui realizzati come la causa dei guai/disastri di questo Paese.

Non me lo aspettavo, innanzitutto, per rispetto alla sua intelligenza; poi per il rispetto che anche il Presidente del Consiglio dovrebbe alla storia; poi ancora perché, denunciando un tratto autoritario che colpisce, non mi è chiaro quale sia il suo convincimento su come sia possibile governare la complessità delle moderne società senza il riconoscimento del ruolo dei suoi corpi intermedi e la ricerca costante e faticosa, ma essenziale, del loro coinvolgimento e partecipazione nelle grandi scelte di politica economica e sociale. Infine, non capisco come pensi il presidente Monti, in alternativa, di difendere e rafforzare la coesione sociale e l'unità del Paese.

Da ultimissimo - ma è la cosa meno importante, perchè attiene alla solo cronaca politica, che come accade ormai abitualmente, vive solo lo spazio di un mattino - non ne capisco la ratio politica e l'opportunità. Vale a dire: a cosa serve e a chi? Ma, ripeto, quest'ultimo aspetto mi interessa il giusto...semmai mi rimane un piccolo rammarico per il non concretizzarsi dell'auspicio di un abbassamento dei toni che mi ero permesso di suggerire qualche giorno fa.

Ciò detto, le cose importanti per me, e credo non solo per me, sono le osservazioni e gli interrogativi di fondo che le affermazioni del Presidente del Consiglio sollevano. Affermazioni sbagliatissime, antistoriche  - specie se riferite al 1992 e al 1993 - e che mostrano tratti autoritari che francamente non mi aspettavo.
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