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contributo inviato da fabio1963 il 12 luglio 2012

 

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L'unica cosa buona del Blog di Beppe Grillo è un interessante programma (http://mappadelpotere.casaleggio.it/) dove si possono tracciare le connessioni tra i consigli di amministrazione delle aziende italiane quotate in borsa.

Mi sono divertito a tracciare il collegamento tra i gruppi nemici CIR-Mediaset, Espresso-Mondadori, ed ho notato che il collegamento avveniva attraverso 2 persone: Giovanni Perissinotto e Mario Greco.

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-06-02/general...

Eliminato il primo, infatti è stato nominato il secondo a guidare le Generali, che secondo il mio schema sono il modo in cui dialogano Berlusconi e De Benedetti, coinvolgendo anche l'insospettabile Zona Inter.

Divertitevi anche voi a tracciare i vostri schemi, noterete che "stranamente" molti siedono in diversi consigli di amministrazione, forse è questo il motivo per cui la borsa del settimo paese industrializzato vale la metà della Apple?

Ho provveduto ad evidenziare i gruppi e i personaggi per rendere più chiaro il discorso:

per esempio nel percorso superiore dalla Cir alla Mediaset ci sono 2 CdA di separazione: Fiat e Pirelli.

Nel percorso inferiore dall'Espresso alla Mondadori c'è solo un CdA di separazione: Saras.

In entrambi i percorsi troviamo appartenenti al gruppo Generali e comunque si attraversa l'area Inter (Pirelli-Saras).

Quindi le Generali e l'area Inter fanno da mediatori tra De Benedetti e Berlusconi.

Il Prof. Ferdinando Superti Furga che è Presidente del Collegio Sindacale di Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Publitalia 80 S.p.A., Fininvest S.p.A. e di Saras S.p.A. è sicuramente quello che durante il derby Inter-Milan sta peggio!!!

Se soltanto un consiglio di amministrazione con almeno 2 consiglieri in comune separa 2 gruppi acerrimi nemici, figuriamoci il resto della borsa! Se non ci credete provate anche voi a fare le Vostre mappe personalizzate.

Sconsiglio vivamente a qualsiasi persona di investire in aziende rivali che abbiano consiglieri in comune, quindi prima di investire in borsa controllate che consiglieri, revisori contabili ecc. ecc. siano esclusivi dell'azienda che vi interessa. Vi sfido a trovare una S.p.A. con consiglieri e revisori in esclusiva. 

Come all'estero già lo sapevano? Scusate io l'ho capito in ritardo...

 


La borsa italiana vale un morso della Mela


 



La famosa Apple che produce IPAD, IPHONE e computer con relativi software, ha una capitalizzazione in borsa di circa 600 miliardi di dollari che in Euro (al cambio di 1,26) equivalgono a 476,2 miliardi.

 

Vanno anche considerati i 97,6 miliardi di dollari di cassa che equivalgono a 77,5 miliardi di euro.

Tenuto conto che la borsa italiana vale circa 320 miliardi per avere il controllo di tutte le aziende italiane quotate in borsa basterebbe avere 163,2 miliardi (51%).

Ciò significa che la Apple potrebbe rilevare il controllo di tutte le aziende italiane quotate in borsa impegnando la sua liquidità + il 14% della capitalizzazione.

Ebbene sì avete capito bene: con 1/7 del valore della sua capitalizzazione più la liquidità la Apple potrebbe comprarsi l’Italia quotata in borsa!

Questo paradosso significa che l’Italia ha fatto male ad abbandonare l’Olivetti, l’unica impresa che era arrivata a combattere ad armi pari con i colossi del settore.

Si è preferito salvare l’industria automobilistica, le banche ed altre aziende che appartengono alla vecchia economia, con scelte che alla luce dei fatti si sono rivelate un errore madornale.

Salvare la Olivetti avrebbe consentito di mantenere una propria produzione strategica dell’informatica, tenuto conto che quello che è importante nelle nuove tecnologie è l’idea.

Se andiamo a vedere, infatti, la produzione delle apparecchiature tecnologiche della Apple e di altri giganti del settore è localizzata in Cina, ma la produzione del Know-How è localizzata negli USA.

Dopo Apple nella classifica della liquidità vengono:

  1. Microsoft (51 miliardi di dollari);
  2. Cisco (46 miliardi);
  3. Google (44 miliardi);
  4. Pfizer (35 miliardi);
  5. Johnson & Johnson (32 miliardi);
  6. General Motors (31 miliardi);
  7. Ford (23 miliardi);
  8. Qualcomm (22 miliardi).

A conferma di quanto evidenziato sopra su 8 aziende USA in classifica, 4 appartengono alla nuova economia.

TAG:  SCHIFO  MAPPA  CONFLITTO DI INTERESSI  MORSO  VALORE  POTERE  MELA  BLUFF  BORSA ITALIANA  320 MILIARDI 

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