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contributo inviato da fabio1963 il 11 luglio 2012

E' molto facile calcolare quanti extracomunitari hanno intrapreso l'attività del commercio in spiaggia. Consideriamo che in Italia ci sono 8000 km di coste e solo 4000 sono balneabili.

Se stiamo sdraiati in spiaggia è facile fare una statistica personale della frequenza del loro passaggio: circa uno ogni 50-100 metri.

Nell'ipotesi più facile per il calcolo, facendo 4 milioni di metri diviso 100 otteniamo 40.000.

Quindi ogni estate ci sono 40-50.000 extracomunitari irregolari che iniziano l'attività del commercio ambulante senza licenza. 

Essi compiono 5 reati contemporaneamente:


1) immigrazione clandestina senza permesso di soggiorno;

2) commercio senza licenza;

3) evasione fiscale;

4) merce contraffatta e pericolosa;

5) favoreggiamento della mafia cinese e italiana che spaccia tali merci illegali.

 

Prima della crisi si poteva anche chiudere un occhio, ma ora non più per i seguenti motivi:


1) queste 50.000 persone fanno un'attività entry level, quindi non andranno via, ma nel prossimo anno si ricicleranno in attività più redditizie, lasciando il posto ad altri 50.000 disperati, creando un buffer abusivo per l'immigrazione clandestina di 50.000 unità;

2) il favoreggiamento della mafia cinese e italiana crea dei danni quantificabili  in circa 2 miliardi di euro, pari al giro di affari di questi 50.000 disperati per la vendita di merce illegale in spiaggia;

3) essi costituiscono una specie di test con cui le mafie si regolano per stabilire la quantità e la propensione all'acquisto, per poi inviare milioni di container di merci analoghe: cioè alimenti scaduti o di pessima qualità da spacciare nei ristoranti cinesi, vestiti che fanno venire l'orticaria o la dermatite ad indossarli solo una volta, giocattoli pericolosi per i bambini, prodotti elettronici e orologi contraffatti ecc. ecc. ;

4) superata la fase del commercio molti vengono reclutati nello spaccio di stupefacenti o nel controllo della prostituzione, oppure finiscono a raccogliere pomodori o in catena di montaggio rigorosamente in nero.

 

Tirando le somme non si intravede un solo lato positivo di questo tipo di immigrazione e paradossalmente all'Italia converrebbe pagarli purché rimangono a casa loro, infatti va tenuto presente che del milione di posti di lavoro persi dagli italiani, ben 750.000 sono stati presi dagli extracomunitari con contratti da schiavitù legalizzata o in nero. Va anche considerato che con l'attuale fuga dei cervelli all'estero di giovani italiani laureati, i posti in quasi schiavitù occupati dagli extracomunitari provocano un saldo culturale negativo, che abbassa il livello di istruzione media delle persone residenti in Italia, facendolo diventare un Paese meno competitivo. 


Questo fenomeno è anche dovuto al famoso motto degli industriali: "bisogna portare la fabbrica al nero o il nero alla fabbrica!"

 

Per uscire da questa situazione di sfruttamento vanno creati dei fondi di solidarietà insieme agli altri paesi europei per finanziare delle attività bancarie di microcredito e aiutare queste persone a rilanciare l'economia del proprio paese. 


Fonti:

a) Rapporto sulla coesione sociale: http://www.istat.it/it/archivio/53075


b) UIL - Messaggero: http://www.uil.it/immigrazione/boom-stranieri2012.htm

TAG:  SOLIDARIETÀ  CINESE  ITALIANA  MAFIE  VUCUMPRÀ  ABUSIVO  AMBULANTE  NEGROZIO  COMMERCIO.MICROCREDITO 

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