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contributo inviato da Achille_Passoni il 10 luglio 2012


Non voglio entrare nelle polemiche di queste ore sulle frasi di Squinzi e sulla replica di Monti. Le une e l'altra sono opinabili e comunque sopra le righe. Personalmente, mi limito a considerare una sciocchezza priva di senso il riferimento alla "macelleria sociale", fuori luogo l'esistenza di un qualche rapporto fra questa e l'aumento dello spread e perlomeno sospette le prese di posizione dei capitani d'industria delle maggiori aziende italiani, in quanto mi sembrano dettate da scorie rimaste per l'avvenuto cambio al vertice di Confindustria, piuttosto che da messaggi più o meno trasversali dati alla politica.

Quello che mi preoccupa è il rapporto fra la situazione che dobbiamo fronteggiare, che rimane ancora serissima nonostante i successi conseguiti dal presidente Monti nei recenti summit europei, i decreti che dobbiamo convertire, primi fra tutti quelli della spending review e dello sviluppo, e il clima ormai chiaramente elettorale che si è determinato fra le forze politiche e nella società.

Vedo, cioè, il rischio che l'interesse di bottega, pur legittimo, in primis di ogni forza politica - ma non solo, penso anche alle forze sociali - faccia premio sull'interesse del Paese. Non mi sfugge certo che il “dopo” lo si costruisca ora, ma, proprio per questo, penso che su eventuali macerie non si costruisca un bel nulla. E, in più, sono convinto, anche perché è sempre stato così, che solo i più deboli ne pagherebbero, salato, il conto.

Allora - e non mi rivolgo ovviamente a chi si oppone con forza a questo governo, perché sarebbe improprio e comunque tempo perso - converrebbe che tutti si dessero una calmata, che si stesse rigorosamente al merito dei singoli problemi con l'obiettivo di contribuire a risolverli e non ad acuirli, e che si usasse questo ultimo tratto di legislatura per fare e non per disfare (anche il conservare, in alcuni casi, può equivalere a disfare), si tratti di politica economica e finanziaria, si tratti, come sollecita più che opportunamente il Presidente della Repubblica, di riforma della legge elettorale.

Per fortuna, la settimana scorsa abbiamo approvato la riforma del finanziamento pubblico ai partiti, visto che nei giorni scorsi, per responsabilità del Pdl, temo sia saltata l'opportunità/necessità di fare le riforme costituzionali, in primis la riduzione dei parlamentari, di cui ho ampiamente parlato nei giorni scorsi. È impossibile e imperdonabile, ora, che non si cambi nemmeno quello schifo del porcellum.  

È poi di questi giorni l'importantissima sentenza definitiva sui fatti di Genova. La giustizia ha finalmente emesso il suo verdetto. Bene la presa di posizione del Ministro dell’Interno, ma la vicenda non può affatto considerarsi chiusa. Tutti stiamo ancora aspettando di sapere chi, politicamente, si deve assumere la responsabilità dell'accaduto. Perché qualcuno è tenuto ad assumersi prima di tutto di fronte alle vittime ma anche al mondo intero che ha ancora negli occhi le immagini di quei giorni, la responsabilità politica del clima instaurato e di tutto quello che è successo.
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