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contributo inviato da donato piccinino il 6 luglio 2012


...che ottengono giustizia dopo anni di lotte alla ricerca della verità.

Dal 1976 al 1983 l'Argentina vive una dura stagione di dittatura con a capo Jorge Rafael Videla da ieri condannato a 50 anni di carcere al termine del primo processo dedicato a una delle maggiori atrocità  perpetrate dal terrorismo di Stato: il furto dei bambini nati da detenuti desaparecidos.

I bambini venivano rubati alle loro madri dopo il parto (detenute in centri clandestini per torture) e affidati a famiglie di militari che cambiavano la loro identità.

Ha vinto il coraggio, la tenacia e l'amore per la giustizia delle Madri e delle Nonne della Plaza de Mayo (associazioni nate per difendere i diritti dei detenuti e delle loro famiglie) che legano il loro nome alla celebre piazza di Buenos Aires dove, 16 anni fa, si sono incontrate per la prima volta e da allora, ogni giovedì, la percorrono intorno alla piramide centrale con i loro fazzoletti bianchi sul capo.

Le Abuelas, ieri, hanno pianto di gioia perchè hanno ridato una identità a quei bambini, vittime innocenti della brutalità in cui gli esseri umani possono ricadere.

Ad oggi, le nonne di Plaza de Mayo, sono riuscite a rintracciare oltre 100 bambini rubati per restituirli alle loro vere famiglie e superare quella storia di negazione di diritti, la menzogna diventata potere e regola e il silenzio di un'intera società.

Ogni vittoria è fatta di simboli, come quel fazzoletto che le mamme argentine indossano sul capo che rappresenta il pannolino di tela per i loro neonati.
Lo stesso fazzoletto che usavano le nostre nonne del Sud in campagna, per strada, in chiesa.
Per discrezione, rispetto e per proteggersi (da tutto).

Oggi è simbolo di sete di giustizia.
TAG:  ARGENTINA  GIUSTIZIA  VIDELA  PLAZA DE MAYO  ABUELAS  DESAPERECIDOS 

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