.
contributo inviato da Achille_Passoni il 28 giugno 2012


La Camera ha definitivamente approvato il ddl di riforma del mercato del lavoro. E lo ha fatto confermando il testo approvato al Senato, per le ragioni di urgenza legate al prossimo Consiglio europeo: il presidente Monti ha spiegato, infatti, la necessità assoluta di presentarsi a quell'appuntamento con l'approvazione della legge, anche per rispetto degli impegni che in quel senso abbiamo assunto l'estate scorsa di fronte all'Europa. Ma lo abbiamo fatto anche in virtù degli impegni che il Presidente stesso ha assunto per risolvere il problema degli esodati - che abbiamo ribadito come Pd con la massima determinazione - e della disponibilità ad apportare delle modifiche al testo della riforma del mercato del lavoro.

A quest'ultimo proposito abbiamo avanzato delle proposte, in particolare, in tema di ammortizzatori (decorrenza dell'Aspi e MiniAspi, per le quali sarebbe opportuno lo slittamento di un anno della loro entrata in vigore, in virtù del perdurare della drammaticità della crisi; nonché una più marcata universalità delgli istituti) e partite IVA ( percentuale della contribuzione; riferimento al tetto di circa 19mila euro quale criterio che concorre a definire il carattere effettivo o meno della libera professione). Accanto a queste nostre richieste, vi sono quelle del Pdl che ripropongono la necessità di maggior flessibilità in entrata - tradotto, più precarietà - tema sul quale si erano già esercitati copiosamente durante le lunghe settimane di dibattito in Senato, con i risultati di cui vi ho dato ampiamente conto in molti post.

Per onestà devo dire che il comunicato del Presidente del Consiglio, che ha sbloccato l'empasse della Camera portando al via libera al voto di fiducia e che sancisce l'impegno ad un intervento successivo sugli esodati e sulla flessibilità, non mi tranquillizza affatto, specie per l'interpretazione che se ne è data. In sostanza, la vulgata che è passata - che non attribuisco certo a Monti - lascia intendere un equilibrio (scambio?) tra un'esigenza del Pd e una del Pdl.

Dobbiamo dire subito che questa interpretazione è fuori dal mondo, per due ragioni: il tema esodati è da risolvere perchè è un'ingiustizia che pesa sulla pelle di migliaia di persone (e in questo senso si è pronunciato tutto il Senato): è perciò un atto dovuto che non si può e non si deve scambiare con nulla. La seconda ragione è politica, e attiene al fatto che non è pensabile che si indeboliscano le norme che il Senato ha immesso nel testo originario per contrastare la precarietà. Sapete come la penso, perchè ne ho scritto a più riprese: sulla lotta alla precarietà si poteva fare di più, ma certo il testo originario è stato migliorato e non è pensabile rimettere in discussione, al ribasso, l'equilibrio che abbiamo ottenuto.

In conclusione, ho letto ed ascoltato molti giudizi sul testo approvato oggi. Alcuni sono assolutamente condivisibili, altri allucinanti. Com'è ovvio, tutte le opinioni sono legittime e, peraltro, se ne discuterà ancora per molto. Quel che mi preme dire oggi, ancora una volta in vista dell'approdo delle prossime modifiche derivanti dagli impegni assunti dal Presidente del Consiglio, è che tra i due temi, esodati e flessibilità in entrata non è possibile né pensabile alcuno scambio.
TAG:  DIRITTI  LAVORO  SENATO  SINDACATI  RIFORMA  PRECARI  APPRENDISTATO  MONTI  ARTICOLO 18  REINTEGRO  AMMORTIZZATORI 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
4 marzo 2010
attivita' nel PDnetwork