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contributo inviato da Achille_Passoni il 25 giugno 2012


Una donna di 36 anni, cui restavano soltanto 6 mesi da scontare. È l’ultimo suicidio nell’inferno di Sollicciano, il carcere di Firenze in cui i detenuti sono costretti a vivere in un sovraffollamento e in considioni igieniche e psicologiche disumane. Una realtà che conosco bene, avendola visitata, e che purtroppo ben rappresenta il vergognoso stato delle carceri italiane ancora oggi, nel 2012.

La donna, con problemi di tossicodipendenza e depressione, si è tolta la vita impiccandosi con un lenzuolo a una grata. Lascia due figli di 4 e 9 anni, la madre e il fratello. Siamo di fronte al terzo suicidio dall’inizio dell'anno nel carcere fiorentino, il quarto se si conta anche un altro caso registrato all'istituto Gozzini (Solliccianino). Inoltre, sono due le persone morte nelle camere di sicurezza della questura di Firenze mentre aspettavano il trasferimento in carcere.

Uno stillicidio spaventoso, in cui continuano a morire persone che dovrebbero essere curate, come i tossicodipendenti, e che invece si trovano a dover sopportare la reclusione in condizioni di estremo degrado, senza avere i mezzi fisici e psicologi per resistere. E così, un altro suicidio che forse si poteva evitare a Sollicciano, e un’altra sconfitta per lo Stato.
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