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contributo inviato da dianacomari il 25 giugno 2012

Sabato pomeriggio alla Festa Democratica di Cinisello Balsamo si è parlato di città metropolitana, tema molto sentito nei democratici dell’area milanese, come ha sottolineato Arianna Censi (responsabile enti locali del Pd provinciale), la quale ha ricordato il lavoro svolto e tutt’ora in corso del gruppo che si è costituito per progettare le politiche su questo argomento.
“Milano, pur essendo una grande città, è piccola se paragonata alle altre capitali europee e per questo bisogna insistere sul tema dell’area metropolitana, soprattutto per la gestione di settori come la mobilità e i trasporti”, ha ricordato Arianna Censi, sottolineando che oggi il capoluogo lombardo agisce secondo una mentalità accentratrice rispetto ai Comuni della Provincia e questo non va bene.
“Oggi – ha precisato Censi – non è più sufficiente cercare di coordinare le politiche dei singoli Comuni ma serve studiare le politiche su un’area metropolitana, anche perché le risorse sono poche e, oltre che cercare di spendere meno, bisogna spendere meglio per saper dare risposte adeguate ai cittadini”.
Daniela Gasparini, sindaco di Cinisello, ha evidenziato che tempo addietro si registrava comunque una maggior collaborazione anche tra amministratori locali mentre, ora, con la crisi, tutti sono stati presi dall’ansia di chiudere i bilanci e hanno lasciato da parte i rapporti con le altre realtà.
“Servono politiche nuove e strategie nuove – ha rilanciato Gasparini – ma serve anche capire come metterle in pratica nel concreto perché parlare non basta”.
Il sindaco di Cinisello ha poi polemizzato sull’assenza di Milano dall’Anci Regionale, lasciata in gestione a Gallera che però è un rappresentante della precedente amministrazione.
Andrea Checchi, neo-eletto sindaco di San Donato Milanese, si è mostrato soddisfatto del fatto che una discussione su queste tematiche sia parte anche del lavoro del Partito Democratico e non più solo lasciata gestire dagli amministratori ma, tuttavia, ha sottolineato la necessità di allargare il consenso alla base che, ad oggi, è ancora troppo distante.
Anche Augusto Schieppati è intervenuto per ricordare il ruolo del partito in questa discussione e per raccontare l’esperienza di lavoro all’interno del gruppo che si è costituito e in cui sono emerse molte competenze che hanno saputo portare dei contributi originali. Problemi centrali evidenziati durante i lavori sono stati, secondo Schieppati, i temi dei trasporti e anche della gestione dei rifiuti e di tutti quei servizi che oggi ogni Comune ha in gestione singolarmente ma che, per il futuro, occorrerebbe riorganizzare e mettere insieme.
Il Partito Democratico, sia milanese che nazionale, tuttavia, secondo Schieppati, non ha ancora saputo mettere al centro della discussione la tematica dell’area metropolitana, tanto che non vi è stata alcuna riunione della Direzione in proposito, mentre sarebbe bene che gli eletti nei vari organismi avessero ben chiaro qual è la posizione del Pd in merito.
L’incontro è stato chiuso da Matteo Mauri, responsabile delle infrastrutture nella segreteria nazionale del Partito Democratico, il quale ha segnalato come a Roma il tema dell’area metropolitana sia totalmente estraneo alla discussione perché visto come un vezzo degli amministratori locali, mentre, invece, a Milano è sentito come un modo da parte degli amministratori per riuscire a dare risposte concrete ai cittadini e questo consentirebbe anche di ridurre la distanza tra cittadini e politica e, quindi, di non dare spazio alle argomentazioni dell’antipolitica.
Anche la Regione, secondo Mauri, non ha alcun interesse a sollecitare il tema dell’area metropolitana, in quanto si vedrebbe sottrarre delle competenze.
Mauri, tuttavia, ha evidenziato alcuni passaggi non del tutto approvati all’interno della discussione sull’area metropolitana, in particolare ha contestato l’idea che il sindaco del capoluogo possa diventare il sindaco di tutta l’area ma anche l’idea di porre un commissario, secondo l’esponente Pd, è pericolosa in quanto si sta spingendo perché alcuni presidenti di Provincia si dimettano e, dato che per legge non possono essere indette nuove elezioni per il Consiglio Provinciale, verrebbero sostituiti dalla figura del commissario.
“In questa fase difficile per la politica, le elezioni amministrative hanno dimostrato come i cittadini abbiano voluto dare credito al Partito Democratico e adesso tocca a noi”, ha rilanciato Mauri in chiusura del suo intervento.
 

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