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contributo inviato da versoest il 22 giugno 2012

La fatidica e assurda domanda che viene posta ai bambini: " vuoi più bene a mamma o papà ? " sembra aleggiare su di noi poveri abitanti della splendida penisola con i piedi a bagno nel Mediterraneo.

Il nostro papà Berlusconi, molto più per sua vocazione che per nostro desiderio, sembra prepararsi a riprendersi la "fatica" di governare e educare i suoi figli prediletti dopo l'incidente Monti, già liquidato come un incidente di percorso.

Mamma Merkel viene invocata come unica in grado di educarci nel compito del rigore e della ripresa, ma il papà non è d'accordo e l'accusa di essere una cattiva maestra. Dopo il loro divorzio e l'abbandono non si sono più parlati e noi soffriamo come tutti i figli dei divorziati.

Dopo il divorzio il papà ha ripreso a frequentare certi figuri che aveva deciso di non frequentare più, ma che ora l'hanno convinto di poterlo aiutare a dimostrare che la mamma con il suo Euro è solo un danno per noi.

Il povero papà, si sa che la vecchiaia porta momenti di confusione , si è convinto di controllare il FMI, la BCE e dato che ci siamo anche la Federal Reserve e che basta la sua parola per metterli in riga quei prepotenti!

Come per i decoder della televisione digitale, ha già investito dei soldi in una stamperia per la "nuova" lira, che prenderà il posto del dollaro come moneta di riferimento. 

Chissà perchè mi sto convincendo che molti dei miei fratelli risponderanno di voler più bene al papà!

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commento di pasquino50 inviato il 3 luglio 2012
Non sono sicuramente un'analista del voto. Sicuramente nella burocrazia partitica ci saranno illuminati intelligentoni e comunicatori che tali stime le fanno col pallottoliere, magari di marca bocconiana...Percepisco, però, una stabile ed ingravescente disaffezione al voto tra le generazioni "giovanili",quelle rimaste tali solo economicamente.Disaffezione trasversale che punisce chiaramente l'asset partitico colluso con i governi via via succeduti.Quindi si "gonfiano di protesta" i raccoglitori di elettorato consapevoli che non si può più votare turandosi il naso come scelta di male minore.Poi ci sono gli irriducibili, i "sordomuti" o "utili idioti",come fatto dire da Lenin,e per i partiti allo sbando (più che i partiti i personaggi illustri che indorano il panorama politico da oltre due lustri) ogni centesimo di voto utile vale la loro sopravvivenza. Tra questa base basta il minimo comune denominatore (il moderatismo clientelare e corruttivo per natura) che li possa far distinguere per mantenere in sella il "regime".In poche parole: con un'astensione certa superiore al 40%, con un ventilato esodo di voti di protesta verso lidi inesplorati,la scelta di puntare a raccogliere il minimo storico di rappresentanza (che voti pure la minoranza degli italiani ma che lo facciano per noi) sembra essere il cavallo di battaglia del "moderno maggioritario gattopardesco" italiano. Poi si lamenteranno se saranno spazzati via crudelmente, magari in punta di forcone o picca.Sembra che questo vogliano come esito finale di questa crisi cercata e voluta per mantenere in piedi il sistema."Lor signori" ne usciranno sempre e comunque vincitori ed a pancia piena...Sarà sempre così o le pancie saranno aperte di nuovo?
commento di nino55 inviato il 2 luglio 2012
Tu che pensi che tra il 50 % di quei bambini, che non sono andati a votare, ci possa essere un numero sufficiente che darà il suo contributo per far risorgere il papà divorziato? E' vero che siamo un popolo strano,ma mi auguro per il bene di tutti di che quella percentuale non si manifesti così fessa per la terza volta di seguito.
commento di pasquino50 inviato il 1 luglio 2012
Il destino dei bambini dati in affidamento... Privati dell'affetto della naturale politica "biologica" che li ha ripudiati, annaspano nel cercare la consapevolezza nelle scelte dettate dalla "maggiore età".
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