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contributo inviato da donato piccinino il 21 giugno 2012

Pubblico la lettera, depositata ieri, con cui presento le dimissioni da Presidente del Consiglio dell'Unione dei Comuni.




Trinitapoli, 20 giugno 2012

 

Alla c.a.

Segretario Generale Unione dei Comuni Dott. Domenico Carlucci

Sindaco di Margherita di Savoia On. Gabriella Carlucci

 Sindaco di San Ferdinando di Puglia Dott. Michele Lamacchia

Sindaco di Trinitapoli Avv. Francesco di Feo


Egr. Segretario Generale e Sigg.Sindaci,

a seguito dei Consigli Comunali di Trinitapoli e San Ferdinando, tenutisi in forma congiunta il 29 maggio c.a.,e della grave situazione di stallo in cui si è venuta a trovare la gestione dell’Ente ancora oggi senza l’indicazione di un Presidente della Giunta, che comporta un assordante vuoto di responsabilità  in una situazione molto critica per la fase che stiamo vivendo, con grande amarezza, rassegno le mie dimissioni da Presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni “Tavoliere Meridionale”.La mia elezione, solo pochi mesi fa, era d’auspicio per un rilancio condiviso dell’Unione ma, devo purtroppo registrare, che nulla è cambiato e, soprattutto, evidenti sono i passi indietro sia in termini di collaborazione e responsabilità e sia per la gestione dei servizi che hanno ormai svuotato di contenuti  la struttura intercomunale, alla luce anche degli ultimi provvedimenti presi dalle singole Amministrazioni Comunali.

Ho interpretato il mio ruolo, seppur in poco tempo, cercando di riportare la discussione, all’interno dell’Unione dei Comuni, su binari che andassero oltre le secche di vane e inconcludenti prese di posizione e distinguo che hanno reso impraticabile anche il percorso istituzionale, senza mai sottrarmi dal gravoso impegno che avevo accettato e per cui ancora ringrazio chi ha espresso il proprio libero consenso per la mia elezione e chi ha, comunque, mostrato correttezza nel rispetto della funzione.

In maniera concreta mi sono impegnato, grazie anche al contributo sia del Segretario Generale e dei funzionari, sempre molto attenti e collaborativi, ad organizzare, in collaborazione con ANCI Puglia, un Seminario di Studi, a Margherita di Savoia, che mettesse al centro del dibattito esperienze di buone pratiche di comuni e unioni virtuose che rimangono concreti punti di riferimento per qualsiasi prospettiva di crescita.

Era un punto di partenza, un tentativo di entrare nel merito di quella condivisa apertura della “fase di rilancio” auspicata da tutti ma corrispondente alla volontà di pochi.Credo che il salto di qualità che l’ente sia chiamato a fare passi attraverso tre punti di vitale importanza:

-        ripensare l’Unione dei Comuni non solo come ente di gestione di servizi ma come attore strategico di sviluppo del territorio;

-        pensare un sistema di governance che, più che sugli strumenti, si concentri sui processi adeguati per individuare forme organizzative chiare, dirette e responsabilità condivise;

-         rilanciare la motivazione degli attori e delle comunità attraverso regole e obiettivi che vadano oltre le apparteneze politiche e gli steccati territoriali.

Su queste basi non verrà mai meno il mio fermo e personale convincimento perché credo che  l’Unione dei Comuni sia uno strumento strategico per il territorio non in funzione “della politica” ma dei servizi che può rendere ai cittadini e che siano adeguati, efficaci e utili.

Con rammarico devo anche soffermarmi brevemente su altri aspetti legati alla scelta delle mie dimissioni a tutela  della carica, da me ricoperta temporaneamente, nel rispetto del principio dell’autonomia dei ruoli.

Ritengo ingiustificabile la grave scorrettezza istituzionale da parte del Sindaco di Trinitapoli, Francesco di Feo, di cui non voglio discutere per l’aspetto legato alla mia persona e alla dignità morale e politica che difendo con forza e orgoglio, bensì per il vulnus inferto ad un organo statutario, quale la Presidenza del Consiglio, che si basa solo ed esclusivamente sull’autonomia, l’imparzialità, la neutralità e la corretta collaborazione tra organi diversi degli enti locali.

La mia disponibilità a ricoprire l’incarico di Presidente del Consiglio, senza nessuna richiesta preventiva e senza “genuflessioni”, era unicamente dettata dal promuovere fuori da ogni logica di schieramento politico un’azione di rilancio dell’Unione dei Comuni.

Aver messo in discussione questi principi mi ha portato anche a prendere questa difficile decisione, nella speranza che possa rappresentare un punto di non ritorno e un limite che non possa più essere superato.

 A volte passi indietro sono necessari per il rispetto della verità e per salvaguardare le persone e le istituzioni che vengono prima di qualsiasi interesse particolare. Così voglio anche evitare un possibile scontro istituzionale rispetto a situazioni ben più urgenti e che necessitano di grande senso di responsabilità.

Venute meno queste condizioni e nel tentativo di riaprire un’ampia discussione, sulla base del rispetto dei diversi ruoli, ritengo doveroso rimettere il mio incarico agevolando (nella speranza anche di accelerare) le decisioni in merito alle prospettive dell’Unione dei Comuni.

Lo strumento dell’Unione dei Comuni, nel contesto della revisione delle Autonomie Locali, ha in un orizzonte  non molto lontano, un compito troppo importante per cui necessita sicuramente di una revisione del proprio assetto (a iniziare dalla riduzione del numero dei consiglieri) che, in maniera celere, le tre comunità cittadine potrebbero affrontare azzerando ogni percorso e ponendosi in una situazione di concreta interlocuzione come in precedenti occasioni è già stato fatto.

 

Cordiali saluti.

 Dott. Donato Piccinino

 

TAG:  DIMISSIONI  MARGHERITA DI SAVOIA  UNIONE DEI COMUNI  TRINITAPOLI  SAN FERDINANDO  TAVOLIERE MERIDIONALE 

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