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contributo inviato da CARMEN2009 il 20 giugno 2012
Negli ultimi anni il numero di manifestazioni e proteste in piazza è aumentato considerevolmente: indice che la crisi c'è e si fa sentire.
Si protesta per la mancanza di lavoro, per l'aumento delle tasse e per una crescita sempre più utopica.
E' un modo tutto nostro di esprimere il dissenso.
 Ma,in tutto questo marasma, in tutto questo susseguirsi di vicende, quale è la parte che spetta a noi cittadini ? Siamo veramente senza colpa e senza macchia, vittime del sistema in cui viviamo ?
Per dare una risposta alle domande poste, bisogna analizzare le cause che hanno portato l'Italia davanti al baratro di un debito pubblico esoso e di una crescita stagnante. Crescita stagnante ormai da diversi anni,  ancor prima che i fuochi della crisi esplodessero con tanta forza.
La causa principe di questo stato di cose è senza dubbio la dilagante corruzione che è entrata a far parte del nostro modo di vivere e pensare, i voti di scambio, i favori, il posto di lavoro, la demericrotazia, l'illegalità in tutte le sue forme, queste sono le sorgenti del nostro dissenso attuale. Nessun cittadino italiano di maggiore età è immune da questi mali , perchè è nel nostro costume favorire ed aggirare il prossimo. Purtroppo adesso quel prossimo siamo noi, i nostri figli, cui abbiamo negato un futuro grazie alla nostra lucida mente da ignoranti. Siamo stati così arroganti e pieni di noi stessi nel costruirci il presente, sfidando qualunque moralità, che adesso mi è quasi inconcepibile veder protestare.
Ammettiamolo, è anche colpa nostra se siamo arrivati a questo, quindi è ipocrita protestare solamante, forse è giunto il momento di darci da fare.
La prima cosa da fare è cambiare mentalità, smetterla di pensare solo al nostro piccolo orticello, ormai sempre più piccolo, e guadare oltre, al bene pubblico, che rappresenta più che mai anche il nostro tornaconto. Abbattiamo i muri dell'omertà e lottiamo contro la corruzione, il brigantaggio fisico e mentale che non lascia spazio al libero vivere. E' questa la base su cui ricominciare, se questa volontà di cambiamento viene a mancare, allora non c'è speranza e futuro per l'Italia, che rimarrà sempre in balie delle onde finanziarie ed economiche su cui poggia l' attuale sistema. Tutto dipende da noi e dalla nostra capacità di rinnovarci nei confronti della vita e del sociale. Le proteste lasciano il tempo che trovano, adesso bisogna rimboccarsi le maniche e ricominciare.
TAG:  CRISI  POLITICO  MORALITÀ  FAVORI  CORRUZZIONE  BRIGANTAGGIO  VOTI SCAMBIO 

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