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contributo inviato da professional consumer il 18 giugno 2012

Rossana Prezioso su Trend-online riferisce dati  del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti: mostrano come i profitti delle aziende Usa, in percentuale rispetto al prodotto interno lordo, vedano un apice mai toccato sin dal 1940, inizio delle rilevazioni governative.

La Fed riferisce che le aziende americane continuano ad accumulare liquidita'. Nel secondo trimestre le loro riserve sono salite del 4,5%, a 2.047 miliardi di dollari. Si tratta del livello maggiore dal 1945.

Uno studio di due ex rappresentanti del Census Bureau, riportato dal New York Times, riferisce del calo del 9,8% dei redditi dall'inizio della recessione a giugno 2011 indicando ''una significativa riduzione degli standard di vita americani'': Redditi in calo per le famiglie americane, fra giugno 2009, quando la recessione e' ufficialmente finita, e giugno 2011 quando i redditi sono scesi del 6,7% a 49.909 dollari. Durante la recessione (dicembre 2007-giugno 2009) erano diminuiti del 3,2%.

Insomma, c’è chi ha e chi non ha, questo dicono i dati. I fatti sono andati pressappoco così: un mercato del lavoro sovraffollato ha ridotto stipendi e salari. Per dare sostegno alla domanda e non far scendere i prezzi sono state messe in campo politiche di reflazione che hanno consentito di surrogare con il debito redditi insufficienti per scartare la crisi. Quelle politiche per far crescere l’economia  hanno dato a chi profitto, a chi debiti.

Quando per l’eccesso di debito le stesse politiche si rendono non più perseguibili, i redditi non più surrogati mostrano l’insufficienza a sostenere gli standard di spesa.  Con la forzata spending review dei Consumatori le merci restano in magazzino. Quei profitti vengono limati, pure questa una spending review, quella delle Imprese.

Vi è pure un’ultima chance, anzi l’ultima spending: spendere meglio il profitto  per retribuire chi deve spendere, altrimenti…

Altrimenti il mercato, finalmente smarcato dal reflazionismo congenito, ridurrà  ancor più i guadagni di quei profittatori di profitto!

 

Mauro Artibani

www.professionalconsumer.wordpress.com

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