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contributo inviato da magnagrecia il 18 giugno 2012

Pubblico qui volentieri la newsletter n. 36 del parlamentare europeo dell’IDV, Niccolò Rinaldi. Vale la pena di leggerla. PS: Niccolò Rinaldi fu uno dei pochi parlamentari che, l’anno scorso, mi rispose a proposito della TTF.

 

Europea 36

giugno 2012

festa della Repubblica al Quirinale

l'irrazionalità dei governi europei

amministratori e società civile italiani a Bruxelles

Corcolle, Riano, discariche, passato italiano, futuro europeo

commercio internazionale: spg e Giappone

scuola europea per giovani e festa d'estate

"Quarta parete: concetto... secondo il quale l'attore deve recitare come ignorando la presenza del pubblico, muovendosi con quella stessa naturalezza con cui agirebbe se la stanza in cui si trova fosse realmente racchiusa tra quattro pareti. Come se, al posto del boccascena, vi fosse una quarta parete che lo isola dagli spettatori".

(Santella/Lessico dell'attore)

 

1. La quarta parete, il muro della politica.

Ho pensato alla "quarta parete" uscendo dai giardini del Quirinale, al ricevimento offerto dal Capo dello Stato per la festa della Repubblica. Ero tra il migliaio d'invitati - attori e giornalisti, economisti e politici, accademici e quant'altro. I riti dell'Italia che conta sono ormai svelati, parlarne, anche qui, rischia di apparire un esercizio di stile di populismo. Tuttavia quello che era rilevante non era la tipologia degli ospiti, o le modalità del ricevimento - come tanti altri privati e pubblici, e del tutto sobrio - ma le interconnessioni: tutti parevano conoscersi l'un l'altro, coltivando collettivamente l'arte delle relazioni antiche o nuove, creando un sistema nel quale l'attore fa il baciamano alla giornalista, la giornalista si fa affabile col banchiere, il banchiere dà la pacca al politico, il politico s'intrattiene con l'uomo d'affari. Un girotondo conviviale di un'Italia che si rassicura vicendevolmente che se cado io cadi anche tu, e bisogna fare di tutto perché l'anno prossimo ci si ritrovi di nuovo tutti al Palazzo, alla festa della Repubblica. Un banco di mutuo soccorso.

Fuori, a materializzare la quarta parete, lo iato con la Repubblica dei cittadini, via del Quirinale chiusa al traffico (e, tornando alla stazione per una via Nazionale ingorgata, prima a piedi e poi in autobus, ho sentito le imprecazioni...) e adibita a parcheggio delle auto blu - ancora usate e ostentate - mesh maqul!, da non credere, dicono gli arabi - come se niente fosse, nel 2012, nell'Italia che crolla.

 

2. Privilegi italiani e incoscienza europea.

Ma anche nell'Europa dove il senso d'insicurezza è ormai la vera moneta unica, la quarta parete separa ogni giorno di più i responsabili istituzionali non solo da cittadini e mercati, ma dalla realtà, e dalla ragione.

Unione politica subito, federalizzazione delle politiche economiche, fiscale e soprattutto del debito, elezione democratica della Commissione: non se ne esce, queste non sono la strada indicata dai federalisti, ma la sola - la sola - possibilità per scongiurare l'allegro tracollo che si annuncia. Non ci stanchiamo di ripeterlo: il debito della Grecia è enorme per i greci ma robetta, il 2%, per l'UE. Venirne travolti è idiota. Il Giappone ha un deficit di poco sotto il 200%, ma ci paga interessi moderati perché garantito da un sistema solido, e così è per i debiti di singoli stati USA.  Là hanno deficit all'italiana, ma possono infischiarsene dello spread.

Arriviamo col fiato in gola alla resa dei conti: seconde elezioni in Grecia, il FMI che dà tre mesi scarsi all'euro, altro salvataggio di banche con i soldi pubblici, un vertice di fine giugno con la sensazione che ormai la partita si gioca, da tempo, fuori dai mercati (che hanno già deciso la condanna), lontana dai cittadini (spremuti e senza guida), e in un teatro dove recitano solo comparse, con la loro quarta parete.

Eppure, la maggioranza del Parlamento Europeo, continua instancabile a snocciolare la sua ricetta. In questa sessione di giugno abbiamo votato (comunicato stampa) per l'eurobond, la tassa sulle transazioni finanziarie, possibilità di non computare nel deficit interventi per far fronte a situazioni eccezionali (come il nostro terremoto). Per pochi voti purtroppo non è passato lo scorporo degli investimenti per la crescita dal conto delle spese, grazie anche all'astensione del PDL (eppure è misura richiesta da Monti...). Ma nemmeno tutto questo potrà mai bastare senza una vera unione politica, con chi ci sta e con democrazia nelle decisioni. E un po' di sentimento, di slancio ideale, per favore, che riscaldi il cuore in questa crisi mostruosa, che come tutti i mostri siamo noi a creare.

Del resto non se ne esce: né Monti oggi, né un altro governo "nostro" in futuro, niente potranno se quest'Europa, che si trascina da vertice in vertice come una balbuziente smarrita, non la smette di imporre tagli e di buttare miliardi nei buchi neri delle banche e dei bilanci pubblici disastrati, senza sanare le contraddizioni di un mercato unico, di una moneta unica, di un mondo globalizzato, e di debiti e sistemi fiscali separati, di apparati politici divisi. Quelli che fino a ieri erano i sogni federalisti, sono ormai sulla bocca di tutti: Rocard e Prodi, Obama e i "saggi" tedeschi. Altrimenti non resta che il tonfo finale, la disgregazione dell'eurozona, unica premessa per un risveglio, per una nuova partenza dalle macerie.


3. L'Italia che c'è, che opera, innova e ci rende ottimisti.

Chi da tempo ha abbattuto la quarta parete, sono invece i partecipanti al corso europeo per una sessantina di amministratori locali IdV, a Bruxelles per due giorni, basato su buone pratiche e opportunità europee. Troppo misconosciute le une e le altre.

Il sindaco di Capannori ci ha raccontato della sua città di 47.000 abitanti, ormai a oltre il 90% di riciclata e prossima al traguardo dei rifiuti zero, dove il bilancio e le scelte urbanistiche sono partecipate dai cittadini e dove la buona politica diventa orgoglio e senso di appartenenza forte di un'intera comunità. Il suo partito (il PD), però non apprezza tanta bravura, e nemmeno gli rinnova la tessera e meno che mai è interessato a sapere la ricetta della miracolosa Capannori di cui si parla in tutta Europa - un miracolo senza nessun finanziamento speciale, sia chiaro.

Il vice-presidente della provincia di Perugia, ha esposto i risultati di un progetto LIFE per giovani, donne, immigrati, età avanzata, con la giusta integrazione tra aziende, scuola e amministrazione, che sta creando occupazione per oltre il 60% dei beneficiari.

La Fondazione Libero Bizzarri ci ha donato la proiezione di due documentari di Pasolini e Monicelli sulla città e ha raccontato del lavoro enorme che col suo archivio di oltre 7.000 documentari, e i premi, e la formazione, svolge da San Benedetto del Tronto in tutta Italia.

Il comitato della Valle del Sacco ha raccontato la sua lotta per salvare una terra di borghi antichi e tradizioni, abusata come discarica per la concentrazione di siti per rifiuti tossici, inceneritori per pneumatici, discariche - e leucemie...

Il nuovo e giovane sindaco di Sant'Elpidio a Mare, vittorioso al ballottaggio sul candidato del PD, ha raccontato proprio della sua infelice esperienza nel PD, dove la propria battaglia per la raccolta porta a porta lo ha inviso a molti. Ma ha dimostrato di avere i cittadini dalla sua.

Esperti dei fondi e delle opportunità europee hanno raccontato le tante strade da cogliere, illustrando programmi e modalità. I rappresentanti delle organizzazioni di assistenza ai senza dimora (con i quali ho partecipato a un convegno al Comitato delle Regioni, sulla scia di un impegno oramai consolidato), hanno raccontato non solo del loro lavoro nelle nostre città, ma anche di come attraverso incontri programmati siano loro stessi a spiegare ai dirigenti degli enti locali le risorse europee disponibili da attivare; non solo: hanno apprezzato come IdV sia l'unico partito fin qui a essersi dotato di un documento di buone pratiche per far fronte all'estrema povertà urbana.

Racconti e interventi dell'Italia e dell'Europa migliore, ricca di quella forma di entusiasmo che scaturisce dalla fiducia che si può operare bene e che nessun problema è precluso a una soluzione. Basta avere i cittadini dalla propria parte, lavorare con e per loro - ciò che questo nostro governo non ha mai voluto capire. Ma la vera lezione è che l'Italia è ricca di persone che osano l'impensabile - rifiuti zero!, e al porta a porta di Capannori sta facendo seguito Luigi De Magistris a Napoli - di gruppi di cittadini che non subiscono ma si organizzano, di eccellenze culturali disseminate sul territorio, di volontariato ricco di valori e di efficienza. Sta a tutti noi scoprire queste realtà, valorizzarle, metterle in rete, e imparare.


4. Corcolle&Riano: una partita si chiude, un'altra si apre.

Tra i punti forti del corso per amministratori, la certezza che discariche e inceneritori anche in Italia possono essere il passato, come nel resto d'Europa, mentre, invece, se ne vogliono aprire ancora (la provincia di Firenze avrebbe pianificato quattro nuovi inceneritori, che l'Europa invece tra qualche anno vorrà chiudere...). Altra enfasi del corso, l'importanza della sinergia tra i vari livelli. Corcolle - il sito a ridosso di Villa Adriana dove è stata scongiurata l'apertura di una discarica - ne è una dimostrazione: l'azione coordinata tra i comitati dei cittadini e i sindaci, e l'intervento europeo (interrogazioni, petizioni, incontro in Parlamento, ruolo - anche su nostra sollecitazione - della Commissione, lettera di deputati - anche non italiani - a Monti) ha portato a un esito insperato ancora un paio di mesi fa. Un piccolo ma significativo caso di scuola. Ora si riparte per evitare uno scempio a Riano dove, complici governo e Regione, si vuole aprire una nuova discarica guarda caso su un terreno di proprietà di chi ha il sito di Malagrotta, che deve chiudere, anche qui per via di un intervento europeo. Come dire: ti chiudo questa ma ti apro quella. Un giochetto banale in Italia, ma a raccontarlo in Europa diventa più imbarazzante.

 

5. Commercio per i più poveri e per il Giappone.

Intanto la terra continua a girare, con l'intreccio di meccanismi che regolano o meno i processi globali. In plenaria sono intervenuto su due provvedimenti che seguo da mesi: la riforma del sistema di preferenze generalizzate, uno degli strumenti più importanti per aiutare i paesi in via di sviluppo - finalmente razionalizzato, e messo al riparo dagli abusi che permettevano di considerare economie rampanti come paesi poveri; e l'apertura dei negoziati per un accordo di libero scambio con Giappone, dove i grandi produttori di automobili europei frenano, finendo, prima ancora di entrare nel merito, col discriminare le relazioni con un paese asiatico che è una vera democrazia.

 

6. Estate: arriva la Scuola Europea per i giovani IdV, e altro.

Tra i prossimi incontri segnalo: la festa d'inizio estate, che ruoterà a Firenze sul premio letterario dell'associazione Fuoribinario, da anni a fianco dei settori più emarginati della nostra società. Non saranno solo discorsi, ma anche poesia, musica e cibo, tutto di provenienza solidale. Poi alla fine del mese, il tradizionale appuntamento della Summer School IdV, con 150 giovani da tutta Italia per tre giorni a Bruxelles, anche con giovani catalani con i quali ci siamo gemellati. Tavole rotonde e incontro con i nostri ex-minatori in Belgio, proiezioni di documentari e serata all'Istituto di Cultura Italiano aperta agli italiani di Bruxelles. Sarà una pacifica invasione del Parlamento Europeo da parte di forze vive. E ce n'è bisogno.

 

A presto! 

Niccolò Rinaldi

Deputato al Parlamento europeo

Vice Presidente del Gruppo ADLE - Alleanza dei liberali e democratici per l'Europa

Capo delegazione dell'Italia dei Valori

ASP 9G 351

T +3222845597

F +3222849597

www.niccolorinaldi.it

TAG:  POLITICA  PARLAMENTO EUROPEO  NICCOLÒ RINALDI  EUROPA  ITALIA 

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