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contributo inviato da Achille_Passoni il 15 giugno 2012


Il Presidente del Consiglio è intervenuto alla Camera per un’informativa sulla crisi e sulle decisioni europee in una fase davvero cruciale per il futuro del Vecchio Continente, anche in vista di una serie di incontri decisivi: il vertice con Hollande, il G20 previsto in Messico per il 18 giugno, l’incontro tra i principali leader europei che si terrà a Roma il 22, l’importantissimo Consiglio europeo del 28.

Parlando della situazione della finanza pubblica, Monti ha citato i punti di forza dell’economia italiana, così come riportati anche dal Financial Times, in primis un disavanzo pubblico molto più basso di quello della Spagna ma anche di altri Paesi: nel 2012 il disavanzo pubblico italiano sarà la metà di quello medio dell'Unione europea, nel 2013 avremo un avanzo strutturale dello 0,6 per cento del prodotto interno lordo, mentre l'Unione Europea avrà un disavanzo strutturale di circa il 2 per cento. È chiaro - ha ribadito Monti - che con un debito pubblico che è il 120 per cento del PIL dobbiamo avere obiettivi più ambiziosi di quelli che hanno altri Paesi, ma sulla strada di questi obiettivi siamo pienamente in regola e in corsa, come è stato ampiamente riconosciuto dalla Commissione e da tutte le altre istituzioni.

Abbiamo poi - come è noto - un debito del settore privato più basso di altri Paesi, e un risparmio privato maggiore degli altri. Abbiamo banche in larga prevalenza molto stabili persino un tasso di disoccupazione più basso di tanti altri Paesi europei. In questo quadro, va dedicata grande attenzione alla crescita, tema centrale dell’incontro con il Presidente francese Hollande, e Monti ha annunciato ulteriori misure nei giorni a venire.

L'argomento che da parte italiana viene sostenuto in ogni occasione in sede europea è proprio questo: la priorità dell’Europa è maggiore crescita. Crescita che ovviamente non può avvenire in modo sostenibile a scapito di una disciplina di bilancio. Ma non si dica che la crescita verrà soltanto dopo aver risolto i problemi dei mercati finanziari: no - ha detto il Premier, facendo suo un argomento che il Pd sostiene da tempo - la crescita, se messa in cantiere in modo credibile, aiuterà anche a risolvere i problemi dei mercati finanziari.

Un intervento nel complesso estremamente condivisibile dunque, al quale ha risposto il segretario del Pd Bersani nel corso del dibattito in Aula. Bersani ha sottolineato la necessità di una forte discontinuità con le politiche che l’Europa ha seguito sino ad oggi. Un cambio di passo netto e urgente, perché se la linea di politica economica europea - o eurotedesca, come l’ha definita - non cambia, la sopravvivenza dell’euro è davvero a rischio.

È il momento di un’azione decisa, unitaria, con l’obiettivo di fermare la crisi finanziaria, ridurre gli spread, tenere in piedi le banche e impostare, nel medio termine, un'integrazione economica e politica dell'Europa. Questo è il grande compito che ci attende. Per Paesi come la Grecia, è necessario creare un meccanismo europeo che metta in comune una sponda per le banche in difficoltà: serve una prima linea di garanzia almeno su una parte del debito pubblico. E soprattutto, occorre investire, da subito: dobbiamo essere in grado di rimettere in moto gli investimenti privati e di fronteggiare un minimo di domanda interna per non far avvitare nuovamente l'economia. Per contrastare la recessione, bisogna investire, spendere in settori che possono trainare la crescita. Non c’è altra strada.

Cliccando qui potete leggere l’intervento completo di Monti, mentre qui trovate quello di Bersani.
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