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contributo inviato da giancarloba il 7 giugno 2012

COMMENTI? 

Il Pd è in mano ai pezzenti

De Luca contro Bersani e la classe dirigente del partito
 di Emilio Gioventù  

La diplomazia non è la sua virtù. Ammette. Dire le cose in faccia gli riesce molto meglio. La verità è che se vai cercando un pensiero critico sul Pd con Vincenzo De Luca, sindaco ormai storico di Salerno, vai sul sicuro.

Domanda. Sindaco, lei va dicendo che il Pd è un partito inutile, citazione liberamente tratta dall'incontro con il suo collega fiorentino, Matteo Renzi.

Risposta.

Ribadisco il mio punto di vista che è quello di un amministratore che non ha visto alcuna decisione concreta se non ulteriori e drammatici colpi alle autonomie. In questo momento, nella indifferenza generale, i trasferimenti ai comuni sono tagliati dell'80%. Nella prima rata trimestrale abbiamo avuto un taglio del 30%, nella rata trimestrale arrivata questa settimana abbiamo avuto un taglio del 50%. Tradotto vuol dire che le risorse che lo stato deve trasferire ai comuni nei primi sei mesi sono state tagliate dell'80%. I comuni non sono in condizione di poter pagare la corrente elettrica e i telefoni. Questo si traduce nell'impossibilità dei servi essenziali, nell'imbarbarimento dei nostri territori oltre che nel fallimento dei comuni Lei pensa che un dato di questa drammaticità possa rimanere del tutto sconosciuto e privo di una iniziativa incalzante, ultimativa, da parte di un partito che, invece, dovrebbe essere legato allo sviluppo della vita democratica e dei territori? È immaginabile che un partito che abbia un minimo di serietà di fronte a questo dato non dica nulla e non ne sia neanche consapevole? Ecco cosa intendo quando dico che questo è un partito inutile. Se un partito non riesce a essere utile di fronte a un fatto di una portata drammatica e immensa sulla vita delle famiglie io credo che abbia certificato ufficialmente la sua inutilità.

D. Lei dà la colpa di tutto ciò alla mancanza di leadership nel partito.

R. La causa principale è che non c'è gruppo dirigente. Si è creato un insieme di anime morte che non ha alcuna connessione né con la vita né con i territori. Io credo che non si possa salvare più del 10% del gruppo dirigente nazionale, il restante 90% prima lo si liquida meglio è.

D. In questo 90% c'è anche il segretario Pier Luigi Bersani?

R. Io ho stima per Bersani, ma non credo che possa fare il segretario, organizzando come un vigile il traffico delle correnti di partito, né credo che possa consentirsi il lusso di una segreteria assolutamente improbabile e sconcertante per la mancanza di autorevolezza. In un partito serio il responsabile degli enti locali è un dirigente di peso. Il responsabile dell'organizzazione non manda il segretario del partito a fare figuracce a Palermo. Il segretario di organizzazione e quello degli enti locali insieme non portano il partito in Sicilia ad assumere una posizione da pezzenti della politica che per gestire un po' di potere si vendono l'anima. In Campania abbiamo tentazioni analoghe.

D. Ecco appunto, parliamo della Campania, qui il Pd sta messo peggio che altrove?

R. In Campania, dicevo, ci sono tentazioni dei consiglieri regionali del partito di fare anche qui i pezzenti della politica perché non ce la fanno a stare all'opposizione per più di due anni. In Campania abbiamo un partito quasi privo di direzione politica perché abbiamo un segretario regionale che si preoccupa di dove deve candidarsi e non, invece, di fare il suo dovere. In queste condizioni non si dirige un partito.

D. De Luca, gira e rigira, lei dice di stimarlo, ma con Bersani ce l'ha proprio.

R. Dico solo che il partito non esiste, così come non esiste un partito nel quale il responsabile economico (Stefano Fassina, ndr) non è né un dirigente né un politico, ma un professore di violino. Ci vuole un dirigente politico che sappia che cosa è il territorio e che cosa sono i cristiani in carne e ossa e che risponde ai problemi reali. Nei paesi anglosassoni, ma anche in Francia, la scuola di formazione dei dirigenti sono i territori, i comuni. Qui niente. Qui regna totale separazione e totale autoreferenzialità del gruppo dirigente. Qui abbiamo qualcosa di più, abbiamo un responsabile economico che quando parla ci perdere 10mila voti a botta.

D. Ritorniamo in Campania.

R. Qui c'è una palude nella quale si sta affondando allegramente. Voglio chiarire, rispetto al Pd in Campania, che non presterò mai più il mio volto a un partito privo di dignità.

D. Addirittura sindaco!

R. Ricordo soltanto che due anni avevamo perduto il rispetto della gente. In Campania e a Napoli in particolare era difficile perfino aprire bocca. Io ho portato 200mila voti, il distacco più ampio che abbia mai avuto un candidato alle regionali rispetto alla sua coalizione, 200mila martiri che chiudendo gli occhi e il naso di fronte al disastro del centrosinistra campano hanno compiuto un atto di fiducia. Da allora non è successo niente. Abbiamo indegni che si ritrovano nelle istituzioni e sono pronti a vendersi al miglior offerente senza che la direzione politica nazionale faccia sentire un sospiro. Non è tollerabile. E per quel che mi riguarda non lo tollererò.

D. In questa palude torna ad agitarsi Antonio Bassolino. Che ne dice?

R. Ho imparato che non c'è limite alla pulsione suicida di questo partito. E anche all'indecenza.

 


 
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commento di pasquino50 inviato il 11 giugno 2012
Per gli "scordarelli"...che danno "visibilità e spazio":

"La violenza con cui il 14 luglio 2009 un gruppo di facinorosi rese impossibile la celebrazione del congresso provinciale dei Giovani Democratici di Salerno presso il Polo Nautico di Pastena. Appuntamento convocato in seguito all’annullamento di un precedente congresso vinto dalla figlia di un consigliere comunale di Salerno vicino al sindaco Pd Vincenzo De Luca. “Voi siete di Napoli, qui a Salerno non c’azzeccate niente, qua comanda De Luca, andatevene o vi uccidiamo di mazzate” urlavano i manifestanti che misero sotto scacco l’evento, impedendo ai delegati di entrare o uscire dalla struttura. Volarono pugni e calci contro gli organizzatori, e ne fece le spese pure un giornalista de ‘Il Mattino’, che era andato lì a svolgere il suo lavoro e fu intimidito (“ti veniamo a sgommare di sangue fino a casa o in redazione”), si pigliò una sberla, ripresa dalle telecamere di due tv locali, Telecolore e Lira Tv. I dvd sono agli atti del fascicolo e hanno consentito l’identificazione dei responsabili. Tutto incartato nelle undici pagine della relazione della Digos."

Articolo integrale: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/11/urla-e-botte-contro-giovani-democratici-via-qui-comanda-de-luca-ma-processo-non/259141/
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