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contributo inviato da Achille_Passoni il 6 giugno 2012


Non sono rimasti che una ventina di giorni alla chiusura della Champion di Scandicci, e quello che si sta verificando è uno stillicidio di posti di lavoro: altri diciotto lavoratori hanno presentato le dimissioni. Sembra che la strategia dell'azienda produca i suoi frutti. Con il pretesto del trasferimento da Scandicci a Carpi, dove ha sede la proprietà, stanno mettendo in atto una diminuzione di personale, un licenziamento collettivo. Perché in fondo cos'è di fatto quello che sta succedendo se non una ristrutturazione della produzione a danno dei lavoratori?

Anzi, la situazione è persino peggiore, perchè va aggiunta la beffa di non poter godere degli ammortizzatori sociali, dato che l'azienda si rifiuta di concederli e rifiuta il dialogo, non presentandosi per motivare le sue scelte davanti alle istituzioni.

Erano 56 all'inizio del 2012, oltre a quattro dirigenti per un totale di sessanta persone. Al 29 giugno, secondo i calcoli dei lavoratori, circa trenta persone si troveranno fuori dall'azienda. In un momento come questo, così difficile dal punto di vista occupazionale e complesso per la governabilità del Paese, ci sarebbe bisogno di una classe di imprenditori più responsabile, che assuma come dovere morale scelte che ricadono altrimenti sulla collettività.

Il Paese può riprendere a correre se tutti fanno la loro  parte. Imprenditori compresi.
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