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contributo inviato da ilbarbarosognante il 4 giugno 2012

Partecipazione di massa, all’incontro sulla TAV organizzato dal nostro circolo, che ha sottolineato l’interesse elevatissimo suscitato dal tema nonché la volontà e la necessità da parte dei cittadini di accedere ad informazioni oggettive e chiare. Incontro che ha voluto ribadire l’assoluta vicinanza del PD alla comunità e alle sue problematiche. Il PD condivide le preoccupazioni dei meolesi e per questo si è speso e si spenderà per la tutela del territorio e delle persone che lo abitano nonché per il mantenimento di alti standard di vivibilità e benessere. Siamo stati, i primi e gli unici, a sentire il bisogno di promuovere un dibattito e un confronto sulla TAV per rispondere alla gravissima mancanza dell’amministrazione Basso, che non si è mai prodigata in tal senso, anzi ha esacerbato le paure e la confusione nei meolesi. Il vuoto istituzionale e politico che ne sono conseguiti hanno, di fatto, isolato Meolo dal contesto generale. Più saggiamente le altre amministrazioni hanno deciso di unire le forze ed insieme ai cittadini stanno lottando per procrastinare il termine del 30 giugno, data ultima per decidere il tracciato. Chiediamo anche a Basso uno sforzo in questo senso e di tralasciare per un momento gli interessi di partito affinchè si giunga ad ottenere uno spostamento della scadenza nonchè l’utilizzo del principio della democrazia partecipata-partecipativa e del dibattito pubblico per condividere le opzioni in campo e confrontarsi seriamente con i cittadini. Noi chiediamo che la conferenza dei Sindaci divenga strumento indispensabile nelle scelte, rete di supporto e rappresentanza per tutte le comunità. Ribadiamo il concetto per noi sacro che solo cittadini informati possono essere protagonisti delle scelte. Non si può pensare di chiedere alle amministrazioni di esprimersi su un tracciato che manca completamente della parte relazionale sugli impatti ambientali, acustici, vibrazionali ecc. Chisso, Mainardi e compagnia prima di chiederci quale tracciato scegliere ci devono dimostrare l’effettiva utilità e necessità di tale infrastruttura. Ora come ora manca un disegno politico regionale che promuova un piano dei trasporti efficace, efficiente e moderno al servizio dei territori. I cittadini non comprendono il senso e la necessità della TAV quando il servizio ferroviario locale è indecoroso e squallido.La SMFR(metropolitana di superficie) deve essere tra le priorità di investimento. Una mobilità efficace, efficiente e democratica è un formidabile strumento di welfare nonchè opportunità di sviluppo lavorativo ed economico.

Evidenziamo che:

1) la discussione sull’AV/AC non ha mai affrontato in maniera seria un ragionamento sulle analisi di traffico passeggeri e merci della linea Venezia-Trieste. Tali dati, infatti, evidenziano un’assoluta sottoutilizzazione della linea esistente e una mancanza di flussi che possa giustificare un intervento molto dispendioso ed impattante come quello dell’AV/AC.

2) “il vincolo esterno europeo”, sempre invocato come motivo per la costruzione del corridoio europeo, non prevede alcuna imposizione di tecnologia e modalità di sviluppo del corridoio. Slovenia, Portogallo, Spagna, Ucraina e Ungheria hanno ridimensionato o archiviato la costruzione di una nuova linea.

3) non si tratta di essere pro o controla TAVa prescindere, ma di valutare che vi sono tratte in Italia che giustificano l’Alta Velocità altre, come la nostra, no.

4) l’analisi complessiva sul sistema dei trasporti non potrebbe prescindere dal fatto che prima del quadruplicamento si dovrebbe:

a) ammodernare la linea esistente per consentire almeno un raddoppio della capacità della linea;

b) prevedere la sistemazione di linee complementari alle principali in funzione di via privilegiata per le merci.

Quindi diciamo NO al quadruplicamento dell’attuale linea storica e NO al tracciato litoraneo.

Vogliamo un’opera che serva, utile per creare un’efficace alternativa all’inquinamento e ai costi del trasporto su gomma, funzionale al movimento delle persone e delle merci del/sul territorio e che consideri le sostenibilità ambientali ed economiche condizioni essenziali.

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Treni soppressi, scatta la protesta

A rischio cinque coppie di Regionali veloci sulla tratta Venezia-Trieste

Sulla tratta Venezia-Trieste sono a rischio soppressione cinque coppie di Regionali Veloci (Rv), ovvero i treni che fermano solo nelle stazioni principali. Tra i viaggiatori del Veneto Orientale serpeggia già la preoccupazione. La più penalizzata rischia di essere San Donà, i cui pendolari sarebbero costretti a ripiegare sui Regionali «lenti» che fermano in tutte le stazioni. L’allarme sui tagli, che potrebbero rendersi necessari nei prossimi mesi, è rimbalzato dal Friuli e ha trovato conferma nell’incontro che si è tenuto a Roma tra l’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, e l’assessore friulano ai trasporti Riccardo Riccardi. I tagli potrebbero interessare cinque coppie di Rv (dieci treni in tutto, dunque) sulle tratte Venezia-Trieste via San Donà-Portogruaro e via Udine. Si tratta dei cosiddetti treni «indivisi» che, percorrendo tratte interregionali, sono soggetti al finanziamento dello Stato. I tagli potrebbero diventare inevitabili proprio se dovessero venire meno i trasferimenti dallo Stato. «Sono tagli che riteniamo inaccettabili. Prima di tutto perché si demolisce una maglia tutto sommato cadenzata, con danno a cascata per gli altri treni superstiti», commenta Davide Cester dell’ associazione Ferrovie a Nordest, «a parte qualche Freccia Bianca sparsa, i Regionali Veloci Venezia-Trieste sono ormai l’unico treno lunga percorrenza della zona. E, comunque, sono treni di significato metropolitano veloce in prossimità dei poli, dato che mancano veri servizi suburbani». La mobilitazione ha già coinvolto anche i comitati pendolari friulani. «Moretti fa l’aziendalista puro: vede una compagnia commerciale fruttuosa nell’Alta Velocità e vuole scaricare il trasporto regionale sulle Regioni, che hanno già i loro problemi», aggiunge Mario Vio di Assoutenti Nordest, «ma così fa l’errore capitale di non concepire la ferrovia come un sistema globale di trasporto che ha i treni veloci e quelli regionali, che soddisfano da una parte esigenze di spostamento a lungo raggio e dall’altra le esigenze quotidiane del movimento pendolare. Tagliare i regionali sarebbe come ridurre l’Italia alle sole autostrade: al casello come ci vado?». I pendolari lamentano anche le cattive coincidenze tra i treni ad Alta Velocità e quelli in arrivo da Padova e Verona con i convogli in partenza verso il Veneto Orientale.

19.06.12 Nuova Venezia – Giovanni Monforte

TAG:  POLITICA  LAVORO  CULTURA  INFRASTRUTTURE  MEOLO 

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