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contributo inviato da CARMEN2009 il 1 giugno 2012
2009 terremoto all'Aquila: si muore per lo studio. 2012 terremoto in Emilia: si muore per lavoro.
In entrambi i casi i danni agli edifici storici sono immani.
Ogni qualvolta c'è un teremoto in Italia perdiamo un pò di storia, un pò di patrimonio artistico.
Fa male vedere queste zone in maceria, chiese sventrate,tetti pericolanti, torri cadenti.
A tutto questo non c'è rimedio, siamo sicuri che ogni qualvolta si verifica una calamità naturale alla fine dobbiamo contare i morti e quantificare i danni. Molti stranieri, in special modo quelli che abitano in zone sismiche, si chiedono come mai per scosse non molto forti l'Italia crolla. Ce lo chiediamo anche noi, ma ancora non siamo riusciti a trovare una risposta. L'unica cosa che abbiamo constatato è che non esistono differenze tra Nord e Sud.
I capannoni costruiti in Emilia, come i pilastri eretti in Abruzzo avevano qualcosa di anomalo, qualcuno voleva risparmiare. A volte l'uomo si sente invulnerabile e costruisce castelli di sabbia che al primo alito di vento cascano giù. Il risparmio è l'obiettivo del sorgere di tali edifici, la civiltà a confronto sembra valere poco. Un risparmio stupido e vano perchè il giorno dopo questo risparmio lo pagheremo il doppio o anche il triplo.
Per il momento accontentiamoci dell'aumento della benzina e dell'IVA, della perdita dell'1% del PIL. Tanto siamo tutti italiani e come si dice a Napoli:
                  "Adda passà 'a nuttata".
TAG:  TERREMOTO  ABRUZZO  EMILIA  IVA  STORIA  CHIESE  PALAZZI 

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