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contributo inviato da Claudia Castaldini il 1 giugno 2012

Quest'oggi, 1 giugno, alla Conferenza annuale "The Creation of shared value: Sustainability and Finance", organizzata dalla Bsi Gamma Foundation all'Auditorium Santa Margherita dell'Università Cà Foscari di Venezia, alcuni nomi di spicco del panorama scientifico ed economico internazionale, fra cui Carlo Rubbia e Jeremy Rifkin, si confrontano su temi di grande importanza per il nostro futuro.
Carlo Rubbia - premio Nobel per la Fisica nel 1984 per la scoperta dei bosoni vettori dell'interazione elettrodebole - ha espresso alcuni punti che vale la pena di riprendere. L'ANSA ci informa che "ritiene le decisioni che dovranno essere prese nei prossimi 10-15 anni sul fronte della sostenibilita' energetica ''avranno significative conseguenze nel campo della sicurezza energetica e del cambiamento climatico, nonche' sulla crescita e i posti di lavoro. I costi potrebbero essere alti - sottolinea -, ma il prezzo dell'inattivita' lo sarebbe molto di piu'", aggiungendo poi che "andare verso la sostenibilità implica un ampliamento della definizione di costo che va ben al di la' delle mere implicazioni economiche a breve temine per includere interessi economici, ambientali e sociali di lungo periodo. Al fine di riconciliare sviluppo sostenibile e crescita economica, devono essere fatte scelte strategiche coerenti, che si basino su reali e innovativi sviluppi tecnologici e scientifici''.
Pone dunque un primo punto sui fattori tempo e urgenza che caratterizzano il breve periodo, ed un secondo punto riguardante la necessità di ripensare la "definizione di costo" per renderla più inclusiva ed esauriente degli interessi reali complessivi. Due temi assolutamente centrali che ci pongono davanti alle sfide del futuro, e alla nostra capacità di porre in essere oggi percorsi che ci consentano di giungere al domani.
Il business as usual non basta e non può bastare per riorientare la società in modo da includere equità, ambiente, sviluppo tecnologico a livello globale, ma abbiamo le conoscenze che possono portarci ad elaborare strategie funzionali allo scopo, e dobbiamo farlo in tempi brevi.
Rubbia aggiunge poi una considerazione che probabilmente farà discutere:  sostiene infatti che "non e’ riscontrabile un rapporto tra i cambiamenti climatici e le emissioni di CO2. La situazione nuova e‘ che, nonostante le emissioni continuino, dal 2000 si e’ registrata una diminuzione della temperatura”. Il fenomeno e’ dovuto ad un effetto di retroazione di una delle numerose variabili del sistema climatico. Conclude specificando che "Non si puo’ dire che non conti la CO2, che dobbiamo comunque diminuire”.
In effetti, i dati e i grafici descrivono una certa stabilizzazione della temperatura dal 2000 ad oggi, più che una diminuzione, ma il fenomeno non è affatto rassicurante per due motivi principali:  primo, che comunque l'incremento attuale della temperatura globale continua ad influire sugli ecosistemi e sui ghiacciai, determinandone modifiche non completamente prevedibili e fuori dall'equilibrio, secondo, che se la stabilizzazione, o un'eventuale diminuzione, della temperatura è dovuta ad effetti di feedback generati dalle stesse modifiche al sistema che noi stiamo procurando non siamo in grado di prevedere in quale misura essi agiranno e quali altri meccanismi simili si vanno azionando. Non c'è dunque da stare tranquilli.
Le parole di Rubbia sono una descrizione scientifica sintetica di quanto si sa ora sul tema, ed è soltanto con la scienza che possiamo venire fuori da un problema così complesso ed esteso.

La notizia completa viene riportata dall'agenzia ANSA al seguente indirizzo:
http://ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/energietradizionali/2012/06/01/Energia-Rubbia-scelte-coerenti-sviluppo-sostenibile_6967468.html
 

TAG:  FUTURO  RUBBIA  ENERGIA  SOSTENIBILITÀ  SVILUPPO SOSTENIBILE  COSTO  INNOVAZIONE TECNOLOGICA  CRESCITA ECONOMICA  TEMPERATURA GLOBALE  CLIMA  SISTEMA CLIMATICO  RISCALDAMENTO GLOBALE 

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