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contributo inviato da Achille_Passoni il 1 giugno 2012


Con il voto di ieri, il Senato ha dato l’ok alla riforma del mercato del lavoro, che ora passa all’esame della Camera. Voglio dire subito che il ricorso al voto di fiducia è stato giusto e necessario, dato che le opposizioni avevano presentato oltre 600 emendamenti con la chiara volontà di fare ostruzionismo.

Su questo punto, leggo che secondo alcuni sarebbe stato preferibile non ricorrere alla fiducia: per come la vedo io, chi usa questo argomento lo fa in maniera pretestuosa, per evitare di dire esplicitamente che avrebbe preferito insabbiare questa riforma. Posizione ovviamente legittima, ben inteso, anche se per me sbagliata, ma che andrebbe detta esplicitamente! E voglio dire con altrettanta chiarezza che sono francamente allibito che si possa addirittura sostenere che si sia approfittato del drammatico terremoto in Emilia-Romagna per porre la fiducia.

Detto ciò, il voto ha evidenziato ancora una volta la situazione di estrema difficoltà in cui si trova il Pdl, sempre più spaccato al suo interno. E gli interventi di Pera e di Sacconi, al di là del merito, ne sono una cartina tornasole. Dal punto di vista del merito, invece, non vi è dubbio che la contrarietà a questa riforma è perfino molto più diffusa di quanto non sia venuto a galla in quelle stesse due dichiarazioni di voto. In particolare, Sacconi esprime dei concetti assolutamente chiari e decisamente avversi alla riforma: vi invito a leggere integralmente il suo intervento, perché spiega perfettamente la ragione per la quale, a caldo, ho scritto su Facebook e su Twitter che questa invettiva e la sua non partecipazione al voto sono stati paradossalmente il migliore spot sulla riforma e sulle modifiche apportate in Commissione al disegno di legge!

Per quanto ci riguarda, il nostro giudizio è chiaro, l’ho detto nel mio intervento e lo ha detto la nostra capogruppo Finocchiaro nella sua dichiarazione di voto. Un giudizio equilibrato, che apprezza i miglioramenti frutto dell’iniziativa del gruppo Pd in Commissione, ma indica chiaramente, anche a fronte dei pesantissimi limiti di bilancio che ci siamo trovati di fronte, le lacune e le cose sulle quali occorrerà proseguire la nostra iniziativa già a partire dalla valutazione alla Camera del ddl.
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commento di Nuova Cartagine inviato il 5 giugno 2012
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